venerdì 22 febbraio 2013

Allerta 1 neve in tutta la Liguria

Genova - La Protezione Civile della Regione Liguria, in base alle previsioni del centro meteo Arpal di questa mattina, ha emanato lo stato di allerta 1 per neve su tutto il territorio regionale, dalle 18 di domani, sabato 23 febbraio, fino alla mezzanotte di domenica 24 febbraio. La Protezione Civile raccomanda particolare attenzione sui tracciati autostradali.
Secondo l’Arpal, per la giornata di domani sono previste «deboli nevicate a tutte le quote nell’interno e sui versanti padani, con possibili locali sconfinamenti fino in prossimità della costa sui versanti marittimi».
In previsione dell’ondata di maltempo e freddo, la Provincia di Genova tiene pronti spazzaneve e spargisale a entrare in azione sul territorio con il coordinamento del commissario Piero Fossati e dello staff tecnico della viabilità. Nella notte tra sabato e domenica uomini della Polizia provinciale e del settore viabilità pattuglieranno la rete viaria di competenza provinciale per verificare la situazione zona per zona e segnalare possibili necessità di interventi nelle vallate al centro che coordina i mezzi operativi.
 Riscaldamento a Savona
Vista la particolare rigidità del clima registrata in questi giorni, il sindaco di Savona Federico Berruti ha autorizzato la proroga del periodo di attivazione degli impianti termici, su tutto il territorio comunale, dal 23 al 25 febbraio 2013 per 16 ore giornaliere.
(fonte: "Il Secolo XIX")

giovedì 21 febbraio 2013

Bomba d'acqua a Catania: un ferito

Un fiume in piena. La centralissima e barocca via Etnea a Catania trasformata in un alveo pieno d'acqua che l'attraversa a forte velocità, travolgendo tavolini, sedie, auto e moto. Piazza Duomo trasformata in un lago, dove sono anche intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco per un allarme disperso, in serata rientrato. Sono gli effetti di un violento nubifragio che si è abbattuto nel pomeriggio a Catania, trasformando la città in una piccola Venezia. Colpa della grandissima quantità d'acqua caduta non soltanto a Catania ma anche nei comuni alle pendici dell'Etna che si è riversata sul capoluogo.
La pioggia è stata battente e ha imperversato per circa un'ora, e ha reso 'infuocata' la linea del 115, il centralino della sala operativa dei vigili del fuoco che ha ricevuto centinaia di richieste di aiuto. La pioggia ha allagato palazzi, scantinati, e isolato auto, con guidatori e passeggeri bloccati dentro gli abitacoli. Bloccate anche le strade, con code lunghissime. Una copiosa grandinata caduta a Gravina di Catania ha reso anche la tangenziale a rischio, per il fondo ghiacciato. Anche l'aeroporto Fontanarossa ha subito l'ondata di maltempo e per precauzione lo scalo è stato chiuso per un'ora e quattro voli in arrivo sono stati dirottati a Palermo, e sono poi rientrati in serata.
Le preoccupazioni maggiori sono state, però, per due dispersi: un operaio, alla zona industriale, che è stato salvato dai vigili, e condotto in ospedale per un politrauma, e un uomo di 34 anni, il cui codice fiscale è stato trovato in un borsello vicino alla fontana sopra il fiume Amenano, in piazza Duomo. Il documento, accerteranno polizia e carabinieri, è di un pastore, rintracciato poi a casa, a Castel di Judica, che ne aveva denunciato la scomparsa lo scorso anno. Lui era a casa mentre Catania era sommersa dal nubifragio. I sommozzatori dei vigili del fuoco avevano scandagliato anche le acque del fiume che passa in condotti sotterranei di Catania.

La città conta i danni: tetti danneggiati, strade divelte, negozi e palazzi allagati. E arrivano anche le polemiche. Ad accenderle è il Comune, dopo avere però attivato il sistema di protezione civile e disposto la chiusura precauzionale per domani di tutte scuole della città, per verificarne la sicurezza. Alla protezione civile comunale, spiegano da Palazzo degli Elefanti, ancora allagato, non era giunto dagli organi competenti della protezione civile nazionale e regionale alcun bollettino di allerta meteo. Qualcuno, annuncia il sindaco Raffaele Stancanelli, dovrà spiegare il perché.
(fonte Ansa)

lunedì 18 febbraio 2013

Giovedì ritorna l'inverno

Da giovedì è in arrivo sull’Italia una nuova ondata di maltempo e neve: secondo le previsioni di ilmeteo.it, «un immenso ammasso di aria gelida presente sulla Russia» tornerà nuovamente sull’Europa, determinando instabilità.
Lunedì, secondo il previsore Antonio Sanò, avremo ancora condizioni di instabilità al Centro-Sud e sulle isole maggiori, mentre il martedì trascorrerà con un bel tempo mite. Sarà però solo la quiete prima della proverbiale tempesta: mercoledì, un impulso gelido dalla Polonia dovrebbe puntare verso l’Italia e tra la sera e la notte è atteso un importante peggioramento del tempo, con nevicate diffuse giovedì anche in Valpadana.
Ma sarà nel corso di venerdì che il peggioramento sarà più accentuato, con condizioni di maltempo generale al Centro-Nord e su Sardegna e Campania: «Quel che rimane del ciclone “Nemo”, che ha portato violente nevicate negli Usa - ha spiegato Sanò - raggiungerà l’Italia, dove, date le basse temperature, nevicherà copiosamente al Nord anche in pianura e localmente ancora una volta su Genova per via del fenomeno della “tramontana scura”». Che potrebbe colpire proprio nel weekend elettorale.

domenica 17 febbraio 2013

Terremoto: 3.7 nella notte all'Aquila

Una scossa di magnitudo 3,7 (a 16,6 km di profondità), seguita da altre due repliche di 2,3 e 2,7 gradi. Tutto nel giro di pochi minuti, tra le 2.00 e le 2.14 della notte. Poi, alle 3.57, un'altra scossa di 2,3 gradi. Così i paesi della provincia dell'Aquila sono tornati a tremare, proprio nel giorno delle quattro condanne per il crollo della Casa dello Studente nel sisma che colpì il capoluogo abruzzese la notte del 6 aprile 2009. Fra i centri più colpiti, tutti nel distretto sismico del Gran Sasso, ci sono il comune di Crognaleto, in provincia di Teramo e, in un raggio di 20 chilometri (come riporta il Centro nazionale terremoti dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia), i comuni di Bareto, Barisciano, Capotosto, Pizzoli e Fossa, nell'Aquilano.
PAURA - Il terremoto non sembra abbia provocato danni, ma ha scatenato il panico tra la popolazione. Terrorizzati, in molti ieri hanno deciso di trascorrere il resto della notte in auto, nonostante il freddo pungente. Altri hanno deciso di chiedere ospitalità a parenti o amici, lasciando le proprie case. E poi: decine di chiamate ai centralini dei Vigili del Fuoco e alle forze dell'ordine e il tam tam su Twitter e Facebook.
(Ansa)

Terremoto: 4.8 in provincia di Frosinone

Tanta paura, ma nessun danno, stando almeno alle prime verifiche, per una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 registratasi nella serata di ieri in provincia di Frosinone: la terra ha tremato alle 22.16 e molte persone si sono riversate in strada. Poco più di un'ora dopo, alle 23.24, c'é stata una seconda scossa, più leggera, di magnitudo 2.2-2.3. Il terremoto è avvenuto alla profondità di 10.7 chilometri ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale nel distretto sismico dei Monti Ernici-Simbruini. I comuni più vicini all'epicentro, tutti in provincia di Frosinone, sono quelli di Sora, Isola del Liri, Castelliri, Broccostella, Arpino, Monte San Giovanni Campano e Pescosolido, oltre a Balsorano, in provincia dell'Aquila.

Centinaia le segnalazioni ai vigili del fuoco, soprattutto da parte di cittadini impauriti o che chiedevano informazioni, ma finora nessuna segnalazione di danni. In particolare, momenti di grande paura e anche scene di panico si sono avute a Sora, dove in tanti hanno lasciato le prime abitazioni (o i locali pubblici dove molti erano riuniti per la partita Roma-Juventus) e si sono precipitati all'aperto. I telefoni, per diversi minuti, sono rimasti isolati. Anche a Isola Liri non sono mancati momenti di grande paura, così come a Cassino e Pontecorvo, ma in nessun caso - almeno finora - vengono segnalati danni.

Il sisma è stato avvertito in una vasta area, non solo del Lazio - anche a Roma sud, nel quartiere dell'Eur, e in alcuni centri della provincia, come Zagarolo - ma anche dell'Abruzzo, in particolare a Sulmona, Avezzano, e in tutto l'aquilano. Tra le altre località abruzzesi dove il sisma è stato avvertito, e dove la gente si è riversata in strada, Roccaraso, Raiano e Pescasseroli, nel Parco Nazionale dell'Abruzzo, Lazio e Molise, dove il comune ha allestito due strutture riscaldate per ospitare chi preferisce non passare la notte in casa. Il terremoto ha colpito una zona della Ciociaria nota per essere ad alta pericolosità sismica.

La scossa è stata abbastanza superficiale ed è questo il motivo per cui il terremoto è stato avvertito in un'ampia area, da Roma a Pescara. La zona del frusinate colpita dal terremoto è da tempo sotto la sorveglianza di sismologi: ha infatti cominciato ad attivarsi poco tempo dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009. "E' una zona ad alta pericolosità sismica che stiamo studiando con attenzione", ha detto il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato. "E' una zona - ha proseguito - nella quale si trovano faglie attive note e nella quale sono avvenuti terremoti importanti nel passato". Le analisi sui fattori che hanno scatenato il terremoto di questa sera sono in corso. Quello che al momento si può dire, ha osservato Amato, è che i meccanismi presenti nell'area del frusinate sono analoghi a quelli dell'Appennino Laziale- abruzzese.

sabato 16 febbraio 2013

Nuove stime sulla meteora di Chelyabinsk

Nuove informazioni sono state fornite dalla rete planetaria di sensori, permettendo agli scienziati di perfezionare le loro stime sulle dimensioni dell'oggetto che, dopo essere entrato nell'atmosfera, si è disintegrato nel cielo di Chelyabinsk, in Russia, alle 07:20:26  del 14 febbraio (ora locale) le 03:20:26 del 15 febbraio (ora GMT).
La stima iniziale delle dimensioni, che vedeva l'oggetto con un diametro di 49 piedi (15 metri) è stata riformulata al rialzo: 55 piedi (17 metri); mentre la sua massa, dalle iniziali 7.000 tonnellate è stata portata a 10.000 tonnellate.
L'energia liberata al momento della deflagrazione è stata stimata sui 500 kilotoni. La disintegrazione in volo è avvenuta 32,5 secondi dopo l'ingresso in atmosfera
La meteora russa è la più grande mai registrata dopo la stima di quella che impattò su Tunguska (Siberia) nel 1908 dove l'energia liberata fu di centinaia di kilotoni. Il suo percorso visibile nel cielo, dall'ingresso nell'atmosfera alla deflagrazione, è durato 32,5 secondi.

2012 DA14 ha sfiorato la Terra

E' arrivato 'puntuale' l'asteroide 2012 DA14 che ha 'salutato' da vicino la Terra, alla distanza record di soli 27.700 chilometri. Il passaggio ravvicinato è avvenuto intorno alle 20,40 (ora italiana) e non vi sono collegamenti con la pioggia di meteoriti che ha colpito la Russia. In quel momento l'asteroide stava sorvolando l'Oceano Indiano, alla velocità di 7,8 chilometri al secondo. E' stata una occasione unica per osservare da vicino uno degli oggetti che orbitano nelle vicinanze della Terra, chiamati Neo (Near Earth Objects), altrimenti osservabili solo con costose missioni spaziali. Il passaggio ravvicinato è stata un'occasione da non perdere anche per gli appassionati del cielo perché l'asteroide è stato visibile con piccoli binocoli e con telescopi amatoriali modesti. Al momento del massimo avvicinamento l'oggetto è stato visibile anche dall'Italia, ma un cielo nuvoloso ha rischiato di rovinare le osservazioni programmate. Numerose sono state le iniziative organizzate in tutta Italia dall'Unione Astrofili Italiani (Uai), "sia negli osservatori, sia all'aperto, lontano ovviamente da fonti di inquinamento luminose" spiega il presidente dell'Uai, Mario Di Sora. Del diametro di circa 45-50 metri, il corpo celeste è stato scoperto da un gruppo di astrofili spagnoli del programma Survey La Sky Sagra, gestito dall'Osservatorio Astronomico di Maiorca in Spagna, il 22 febbraio 2012. Al momento della scoperta l'oggetto era a 4,3 milioni di chilometri dalla Terra. La sua composizione non è nota e solo con le osservazioni radar si potrà ottenere una stima più precisa delle dimensioni, forma e rotazione di questo sasso cosmico. Il passaggio è avvenuto molto al di fuori dell'atmosfera terrestre ma all'interno della fascia di satelliti in orbita geostazionaria, che si trova a 35.800 chilometri dalla Terra. A rendere speciale questo oggetto è il fatto che il suo avvicinamento è il più vicino approccio alla Terra mai previsto per un oggetto così grande. Resterà nel sistema Terra-Luna circa 33 ore e lo lascerà il 16 febbraio, alle 13 ora italiana. Sarà un arrivederci perché sono previsti altri avvicinamenti alla Terra, come per esempio nel 2026. L'orbita dell'asteroide intorno al Sole, spiega la Nasa, è piuttosto simile a quella della Terra e rende i passaggi di questo oggetto relativamente vicini all'orbita del nostro pianeta. Ma quello di quest'anno è di gran lunga il passaggio più ravvicinato.