sabato 20 ottobre 2012

Inchiesta alluvione di Genova 2011 - #3

Genova: Scidone sapeva che non c'erano volontari
(da Il Secolo XIX del 20/10/2012)

Genova - L’ultimo buco è una probabile riunione avvenuta nel pomeriggio del 4 novembre 2011. Poche ore in cui qualcuno stabilì che si doveva dare una versione dei fatti falsa in pasto all’opinione pubblica (sconvolta dalla morte di sei persone), per proteggere l’operato del Comune. Per il resto la Procura non ha più dubbi. È chiaro chi ordinò, chi stilò e chi partecipò alla redazione del verbale della vergogna. Manca solo il “mandante” politico, se c’è, e pare che ci si stia avvicinando parecchio.

La svolta decisiva è arrivata dopo l’interrogatorio dell’ex disaster manager Sandro Gambelli (difeso da Giuseppe Giacomini), l’autore materiale dell’atto taroccato che colloca un volontario della protezione civile sul Fereggiano poco prima dell’esondazione (prima bugia) e anticipa di tre quarti d’ora la calamità (seconda bugia). Quella versione, secondo il gip Annalisa Giacalone, fu ordinata da Gianfranco Delponte, coadiuvato da Giampaolo Cha, rispettivamente numero uno e due dell’Area Sicurezza del Comune, nonché responsabili diretti di Gambelli. Ma sempre nello stesso interrogatorio, per la prima volta, è emersa la diretta consapevolezza del falso da parte di un politico.
Si tratta di Francesco Scidone, ex assessore alla Protezione civile del Comune. Il pm Luca Scorza Azzarà, incalzando Gambelli, gli chiede se ricorda qualcosa di un dialogo riportato agli inquirenti da un altro superteste. Sarebbe avvenuto, sostiene il magistrato, nella sala operativa del Comune la mattina del disastro, poco prima di mezzogiorno. Scidone, rendendosi conto che le piogge erano fortemente aumentate d’intensità leggendo i dati dei pluviometri, si rivolge Roberto Gabutti (oggi indagato e difeso da Michele Ispodamia), coordinatore dei volontari che devono monitorare il livello dei torrenti: «Cosa dicono i tuoi?», la prima domanda.
E Gabutti: «Situazione critica ma sostanzialmente sotto controllo». Scidone, insiste il pm, avrebbe replicato: «Ma sul Fereggiano abbiamo qualcuno?». Gabutti: «No..». A quel punto ancora Scidone avrebbe perso le staffe: «Ma porca M...mandate subito qualcuno». Gabutti si attivò, ma non riuscì a inviare nessuno. Eppure l’ex sindaco Marta Vincenzi, basandosi sulla relazione firmata dai funzionari oggi agli arresti e avallata da Scidone, disse che un controllo sul Fereggiano c’era stato, e pure tranquillizzante. Un falso, di cui tuttavia l’assessore era ben consapevole essendo stato informato in tempo reale delle mancate ricognizioni. Se la posizione di Scidone pare scricchiolare, subisce colpi durissimi quella di Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha, manager pubblici inizialmente “solo” indagati a piede libero e da ieri ai domiciliari (li difendono Romano Raimondo e Giancarlo Bonifai).
«Il quadro indiziario - si legge nelle carte - si è aggravato a seguito delle circostanziate e credibili dichiarazioni rese da Gambelli». Precisazioni che, di quest’ultimo, «inquadrano il ruolo subordinato». Delponte e Cha , quindi, « attestavano falsamente il verificarsi di fatti...fra questi l’avvenuta segnalazione da parte di un delegato della protezione civile che la situazione fosse ancora tranquillizzante alle ore 12, e il successivo verificarsi dell’esondazione che cagionava sei vittime alle ore 12.15, circostanza oggettivamente falsa». Siccome sono ancora in servizio, possono «inquinare le prove». E il giudice li mette agli arresti.

Inchiesta alluvione di Genova 2011 - #2

Alluvione: Delponte e Cha agli arresti domiciliari
(da Il Secolo XIX del 19/10_2012)

Genova - Le parole pesano. E quelle pronunciate davanti al pm Luca Scorza Azzarà da Sandro Gambelli, dirigente di Protezione civile del Comune di Genova, arrestato quattro giorni fa per falso e calunnia nell’ambito dell’inchiesta-stralcio sulle carte taroccate destinate al verbale per l’alluvione del 2011, pesano un quintale.
Così oggi, poco dopo le 14, la squadra di polizia giudiziaria della procura di Genova ha notificato ai superiori di Gambelli un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha sono diventati, da semplici indagati per reato in concorso, detenuti ai domiciliari. I reati contestati sono falso e calunnia.
La decisione del giudice Annalisa Giacalone di trasformare in ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari l’iscrizione nel registro degli indagati di Delponte e Cha sarebbe scaturita dal fatto che il giudice, preso atto che i due ricoprivano ancora le rispettive cariche in Comune, avrebbero potuto inquinare le prove.
Dunque, il quadro di quanto avvenne subito dopo la tragedia sembrerebbe delinearsi: Gambelli avrebbe redatto il falso documento che raccontava una sequenza degli eventi accorciata rispetto alla realtà, in modo da rendere imprevedibile la “bomba d’acqua” prodotta dal torrente Fereggiano, ma a pensare quel documento sarebbero stati i suoi superiori gerarchici, Delponte e Cha.
La taroccatura sarebbe servita, secondo le stesse parole degli indagati, a evitare lo «sputtanamento dell’ufficio di protezione civile e dei volontari». Insomma, Gambelli è stato chiaro: ha eseguito un ordine. E ha ricordato che l’allora vicesindaco Paolo Pissarello in un’intervista rilasciata poco dopo le 19 fornì la ricostruzione taroccata della bomba d’acqua quando ancora Gambelli non aveva redatto il verbale. Come dire che la decisione venne presa a un livello superiore rispetto al suo. Un j’accuse diretto, un dito puntato contro i suoi superiori gerarchici.
Questa inchiesta-stralcio va di pari passo con una seconda tranche che vede indagato il responsabile delle organizzazioni di volontariato che in quei giorni si trovavano a Genova, Roberto Gabutti. Gabutti avrebbe scritto sul bollettino dei fiumi che un volontario alle 12 avrebbe riferito che il rio Fereggiano era sotto il livello giallo, ovvero sotto il livello di guardia. In realtà il volontario ha riferito agli inquirenti che non si trovava sul Fereggiano, ma era imbottigliato nel traffico lungo il Bisagno.
Gabutti è indagato di falso e favoreggiamento perché avrebbe assecondato il disegno dei dirigenti comunali responsabili della protezione civile. Entrambe le inchieste fanno parte di un’indagine più articolata e complessa che intende far luce sulle responsabilità durante l’alluvione che provocò sei morti.

Inchiesta alluvione di Genova 2011 - #1

Alluvione, ecco i nomi di causò il disastro
(da Il Secolo XIX del 19/10/2012)

Genova - L’inchiesta sul falso, sulla confezione dell’atto che modificò la ricostruzione dell’esondazione del Fereggiano, è «sostanzialmente finita» agli occhi di chi indaga. Sandro Gambelli, ex disaster manager del Comune, ha ammesso di aver «redatto il verbale», anche se la sua concezione è da attribuire ai «superiori»: «Sono responsabile della redazione materiale del verbale falso, ma non ho ideato io quella versione dei fatti».

Ma la parte più interessante della vera e propria audizione fiume, avvenuta ieri in Procura e durata complessivamente cinque ore, riguarda le responsabilità del disastro, una calamità che ha provocato la morte di sei persone. Il responsabile della Protezione civile di Tursi, assistito dai suoi legali Giuseppe Giacomini e Luca Robustelli, ha ripercorso la catena di comando della macchina della sicurezza quel giorno, i fallimenti e le responsabilità. Un resoconto dettagliatissimo che sterza netto rispetto ad alcune ricostruzioni un po’ fantasiose filtrate in questi giorni, ma che potrebbe portare nelle prossime settimane ai primi avvisi di garanzia a carico di dirigenti e politici.
Il colpo di teatro si materializza nell’ufficio del pubblico ministero Luca Scorza Azzarà, il titolare dell’inchiesta sull’alluvione del 4 novembre 2011. In prima battuta Gambelli è stato ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Annalisa Giacalone, nel corso dell’interrogatorio di convalida, un passaggio determinante per la conferma o la revoca degli arresti domiciliari. Subito dopo, intorno alle 15, Gambelli si è presentato nell’ufficio del sostituto procuratore (ne uscirà solo poco dopo le 19), per presentare la sua versione dei fatti, soprattutto sulla calamità che ha colpito Genova l’anno scorso e su come poteva essere affrontata in modo efficace.
È una svolta del tutto imprevista. Mentre tutta l’attenzione era ormai concentrata sul verbale del Comitato di protezione civile comunale - un atto manomesso ad arte per evitare «responsabilità penali, amministrative e politiche in capo ad alti dirigenti del Comune», secondo Andrea Rimassa, collaboratore di Gambelli - l’ex disaster manager ha giocato di contropiede. Il falso sarebbe «un incidente di percorso», qualcosa di innegabile, ma accaduto comunque «dopo l’alluvione». Mentre l’indagine da ieri vira sul «durante», e sull’interrogativo fondamentale: si potevano evitare le vittime? E chi deve risponderne?
Nel faccia a faccia con il magistrato, secretato dal pm, Gambelli ha ripercorso dapprima le tappe che hanno portato alla fabbricazione del falso, documento che anticipa l’onda assassina e sostiene che il Fereggiano fosse monitorato da un volontario della Protezione civile che in realtà si trovava altrove. Un artificio inventato per evitare «sputtanamenti all’ufficio e ai volontari». «È vero che l’ora effettiva dell’esondazione è successiva alle 12.15, ora che risulta nel documento - è la sintesi del suo ragionamento - Ma la situazione in via Fereggiano era già critica da prima».
La versione farlocca, in altre parole, poggia su due elementi: alle 12 il volontario Andrea Mangini è sul Fereggiano (falso) e segnala che la situazione è sotto controllo; alle 12.15 arriva la piena (secondo falso, arriva alle 12.53). Ergo: non si poteva fare niente. Ci sarebbero state «pressioni» dall’alto per avvallare quella versione. Lo riferisce il coordinatore dei volontari, Roberto Gabutti (indagato e assistito dall’avvocato Michele Ispodamia), che si sente ripetere domande «allusive» e «reiterate», da superiori più «informati» come «il dirigente dell’area Sicurezza Gianfranco Delponte (indagato) e l’ex assessore Francesco Scidone»: «È vero che poco prima era tutto a posto e poi è successo tutto improvvisamente?».
Gambelli ammette di aver scritto quel rapporto, ma nega di averlo ideato. «Il vicesindaco Paolo Pissarello alle 19.45 andò in televisione e fornì già la ricostruzione manomessa, quando ancora il verbale non esisteva - è la sostanza del suo ragionamento - Qualcuno aveva già architettato tutto lo stesso pomeriggio. Non potevo essere io, ero a spalare fango». Parole che chiamano in causa nuovamente i superiori, presenti in sala comando, il vicedirigente Pierpaolo Cha (difeso da Giancarlo Bonifai) e Gianfranco Delponte (assistito da Romano Raimondo). «Si respirava un’atmosfera di sostanziale convergenza - è la sintesi di quanto raccontato al pm - Come se si fosse deciso ad alti livelli».
Oggi il tribunale deciderà sull’istanza di revoca della misura nei confronti di Gambelli. «Con l’interrogatorio riteniamo venuto meno il pericolo di inquinamento probatorio», spiega il suo legale. Ma i fari sono puntati in un’altra direzione. Le precisazioni più preziose di Gambelli riguardano le presunte responsabilità colpose dell’alluvione. In particolare le defaillance nelle fasi di preparazione e gestione dell’emergenza. Di fronte al pm il manager ha ripercorso la comunicazione con le scuole e la scelta di non chiuderle. Poi ha affrontato l’operato del Comitato di protezione civile, un tavolo «elefantiaco» a cui sedevano 44 persone, presieduto dal sindaco Marta Vincenzi, ma di fatto coordinato da Francesco Scidone. Ne facevano parte Delponte, responsabile tecnico della sicurezza, oltre a svariati membri della giunta e dello staff di Tursi. L’inchiesta sull’alluvione riparte da qui.

martedì 16 ottobre 2012

Pioggia e neve sull'Italia: è polemica per l'allarme

Acqua alta a Venezia, Alpi innevate, allegamenti in Campania. A Roma temporali meno intensi del previsto

La prima seria perturbazione dell'autunno ha scaricato acqua e neve sull'Italia, senza però provocare i disastri temuti. Soprattutto a Roma, dove comunque il picco delle piogge è atteso in tarda serata. "Non ci preoccupa - ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, dopo la riunione del Comitato operativo convocato per prepararsi all'emergenza - chi dice che abbiamo esagerato. L'anno scorso ci sono stati 50 morti per il maltempo. La prima cosa che conta è portare a casa la pellaccia. Dunque, diciamo no agli allarmismi ma anche all'indifferenza. La cautela è necessaria, bisogna prepararsi".

Tanto intensa quanto veloce, l'ondata di maltempo ribattezzata Cleopatra, già domani a mezzogiorno lascerà il Paese.

La pioggia annunciata e temuta da giorni ha iniziato a cadere intensa in serata su Roma, accompagnata da temporali e forte vento in diverse zone della città. La Protezione civile di Roma ha effettuato, fino alle 22.30, 150 interventi, risolto 49 allagamenti e messo in sicurezza 59 alberi. Tra le situazioni più critiche la chiusura del sottovia Lanciani, sulla nuova tangenziale Est e il crollo della copertura di un edificio di 5 piani,nel XVI municipio, senza alcun ferito. I municipi piùcolpiti il X, XVI, XX, XI, XII e XVII con allagamenti registrati a Porta Furba e Numidio Quadrato.

I temporali che hanno colpito Roma sono meno intensi di quanto previsto, "anche se bisogna comunque prestare la massima attenzione", ha detto Gabrielli. "Io - ha spiegato Gabrielli - ero contrario alla chiusura delle scuole e degli uffici pubblici, perché la ritenevo una decisione eccessiva rispetto a quello che ci aspetterà nell'autunno e nell'inverno. Non possiamo sempre chiudere scuole ed uffici, occorre imparare a convivere con queste cose, limitare gli spostamenti quando ci sono avvisi di criticità, ma non si possono bloccare le città e, soprattutto, la Capitale". La Capitale era pronta al peggio, con 40mila sacchi di sabbia, un centinaio di mezzi pesanti ed idrovore, sorveglianza dei monumenti e 1.400 uomini schierati.

La breve perturbazione ha causato qualche smottamento in Liguria e allagamenti in Campania: domani scuole chiuse precauzionalmente in sei comuni nel Napoletano. A Venezia, la punta di marea ha raggiunto i 105 centimetri. Allagato non più dell'8-9% del suolo cittadino. Disagi tutto sommato limitati, quindi, per veneziani e turisti. Nevicate sopra i 1.500 metri su tutto l'arco alpino. Interessata anche l'autostrada del Brennero.

La prima perturbazione autunnale "é solo un antipasto di quanto succederà nei prossimi mesi: bisogna quindi prepararsi adeguatamente, evitando di entrare in un loop di panico", ha spiegato Gabrielli. "L'innalzamento della temperatura che si è registrato nell'area del Mediterraneo - ha aggiunto - porta al formarsi di celle temporalesche imprevedibili che si strutturano e si scaricano sul terreno con effetti pericolosi".

"C'é stato un eccessivo allarmismo da parte di alcuni siti di informazione meteo", secondo il meteorologo Daniele Cat Berro, della Società meteorologica italiana, spiegando così il mancato avverarsi delle previsioni, che annunciavano violenti acquazzoni già dalla tarda mattinata di oggi in diverse città italiane, tra cui Roma.

ROMA; IN CAMPO 1400 UOMINI, OLTRE 100 MEZZI - "In città sono state distribuite 60 idrovore nelle zone più depresse e in alcune stazioni metro più a rischio". Lo ha detto il direttore della protezione civile capitolina, Tommaso Profeta. Spiegando le misure messe in campo a Roma per fronteggiare l'ondata di maltempo, Profeta ha aggiunto che "sono stati messi in campo 100 mezzi pesanti, 11 mezzi speciali per la disostruzione dei chiusini in emergenza e 40mila sacchi di sabbia a ridosso degli argini delle zone soggette a esondazioni". Per evitare chiusure non necessarie delle scuole si è avviata "un'opera di pulizia e disostruzione straordinaria contro gli allagamenti". Per quanto riguarda il personale, sono stati mobilitati 150 operatori per valutare la stabilità degli alberi e 1300 unità operative tra personale della Protezione civile comunale, volontari, operatori Ama, Servizio giardini e Polizia locale. Infine, 2000 telecamere sorveglieranno i monumenti in collegamento con la centrale operativa della Sovrintendenza capitolina. "Bisogna evitare gli spostamenti inutili - ha spiegato Profeta - e cioé, per essere chiari, se dovete comprare un paio di scarpe, andateci mercoledì".

NEVE AL BRENNERO, AUTO BLOCCATE IN AUSTRIA CHIUSO IL PASSO DEL ROMBO BOLZANO - Brusco abbassamento delle temperature in Alto Adige dove è caduta la prima neve al passo del Brennero. Una nevicata è in corso dalla mattinata tra Vipiteno ed il valico, interessando anche l'autostrada A22. Sul versante austriaco dell'arteria vi sono seri problemi alla circolazione con numerose auto rimaste bloccate sulle carreggiate. Il valico del Rombo è stato chiuso al traffico. I passi Stelvio, Giovo e Pennes sono percorribili soltanto con l'attrezzatura invernale.

VENEZIA; PRIMA ACQUA ALTA AUTUNNO, 105 CENTIMETRI - Venezia ha vissuto stamane la prima acqua alta dell'autunno, con una punta di marea che raggiunto il metro e 5 centimetri sopra il medio mare, alle 11.35. Si tratta di una marea sostenuta classificata come 'codice giallo', primo livello della scala di allarme, che ha allagato non più dell'8-9% del suolo cittadino. Disagi tutto sommato limitati, quindi, per veneziani e turisti; sotto la misura di 110 centimetri non è prevista nemmeno la posa delle passerelle per consentire il passaggio nei punti più bassi. Il centro maree del Comune aveva aggiornato precedentemente la stima iniziale di 110 cm, emettendo un bollettino che parlava appunto di acqua alta fino ad un massimo di 105.

ALLAGAMENTI NEL SALERNITANO,NOTTE LAVORO PER VV.FF - Sull'intero territorio della provincia di Salerno notte di intenso lavoro per i vigili del fuoco a causa delle cattive condizioni atmosferiche. Una sessantina gli interventi posti in essere dai caschi rossi chiamati in causa soprattutto per allagamenti di garage e di scantinati. Le situazioni più gravi si sono registrate nei comuni di Capaccio, Agropoli e Sapri. Nello specifico a Capaccio si sono verificati allagamenti nei garage di alcuni condomini dove le auto sono rimaste sommerse dall'acqua che in alcuni casi ha raggiunto anche i due metri di altezza. Situazione critica anche a Sapri. A seguito delle abbondanti precipitazioni piovose, i vigili del fuoco hanno dovuto, tra gli altri, effettuare un non facile intervento in un'abitazione completamente allagata oltre che verifiche in alcuni opifici.
Fonte: Ansa

Alluvione Genova, funzionario Comune ai domiciliari

Pm, carte comune sono state 'taroccate'

"Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia manipolato dati, ne morirei": così Marta Vincenzi, sindaco di Genova durante l'alluvione del 4 Novembre 2011, ha commentato a Telenord quanto emerso nell'inchiesta della Procura secondo cui alcuni carte del Comune sarebbero state 'taroccate' da dirigenti comunali. "Non ho mai avuto la sensazione che qualche funzionario possa aver manomesso orari - ha detto l'ex sindaco -. La sola idea che qualcuno potesse avere in mano elementi tali da poter migliorare l'intervento e non abbia agito e lo abbia nascosto e manipolato è talmente enorme che mi dà una sensazione drammatica. Spero che tutti questi passaggi possano essere accuratamente indagati. Il mio auspicio è che i dirigenti del Comune possano dimostrare di essere stati in assoluta buona fede. Sarebbe impensabile altrimenti".

La squadra di polizia giudiziaria della Procura di Genova ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di Sandro Gambelli, dirigente del settore di Protezione Civile e pubblica incolumità del Comune di Genova. Nell'ambito dell'inchiesta sull'alluvione del 2011 risultano indagati anche un manager del Comune di Genova, Pierpaolo Cha e il direttore generale dell'area sicurezza e progetti speciali del Comune di Genova Gianfranco Del Ponte. Tutti sono indagati a vario titolo per reati di falso in concorso e calunnia in merito alla ricostruzione temporale dell'alluvione del 2011. Secondo gli investigatori, quella ricostruzione non corrisponderebbe al vero: avrebbero falsificato l'orario di emissione di alcuni comunicati.

PM, CARTE COMUNE SONO STATE 'TAROCCATE' - Una parte delle carte relative all'esondazione del rio Fereggiano nel novembre del 2011 "sono state taroccate". Ne sono convinti gli inquirenti che hanno indagato tre dirigenti comunali della protezione civile di Genova per falso aggravato e calunnia in concorso. Secondo quanto appurato dalla polizia della squadra di pg, i tre avrebbero falsificato il rapporto di un volontario sullo stato di guardia del rio esondato. Fu l'esondazione del Fereggiano a causare a Genova sei morti. Secondo le carte riportate dai tre nella relazione finale sull'alluvione, il volontario avrebbe affermato che il rio Fereggiano era sotto i livelli di guardia. Ma le indagini avrebbero invece portato gli inquirenti ad accertare che il volontario in questione non si trovava all'ora indicata sul rio, e che non avrebbe mai riferito quei dati. Dunque "il documento prodotto non è veritiero", e questo avrebbe portato gli inquirenti a contestare ai tre il reato di falso e calunnia in concorso aggravata. Il sindaco di Genova, Marco Doria, in una conferenza stampa ha detto: "Non so quali errori siano stati fatti, ma siamo assolutamente disponibili a collaborare con la magistratura e attendiamo di sapere meglio quanto è accaduto". "Nello stesso tempo - ha tenuto a precisare il sindaco - non vorrei che si facesse pensare ai cittadini che, trovati in questa vicenda eventuali colpevoli, si risolve il problema dell'alluvione 2011. Non ci deve essere questa illusione: la tragedia che è avvenuta è stata provocata da una serie complessa di eventi".

VINCENZI,SE DATI MANIPOLATI MORIREI - "Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia manipolato dati, ne morirei": così Marta Vincenzi, sindaco di Genova durante l'alluvione del 4 Novembre 2011, ha commentato a Telenord quanto emerso nell'inchiesta della Procura secondo cui alcuni carte del Comune sarebbero state 'taroccate' da dirigenti comunali. "Non ho mai avuto la sensazione che qualche funzionario possa aver manomesso orari - ha detto l'ex sindaco -. La sola idea che qualcuno potesse avere in mano elementi tali da poter migliorare l'intervento e non abbia agito e lo abbia nascosto e manipolato è talmente enorme che mi dà una sensazione drammatica. Spero che tutti questi passaggi possano essere accuratamente indagati. Il mio auspicio è che i dirigenti del Comune possano dimostrare di essere stati in assoluta buona fede. Sarebbe impensabile altrimenti".
Fonte: Ansa

sabato 13 ottobre 2012

Maltempo, la Protezione civile avverte: "eventi estremi"

Gabrielli individua aree di rischio sui bacini fluviali (Tevere e Aniene) con rischio di smottamenti e raccomanda: "Niente panico, ma entriamo nell'ordine di idee che questi fenomeni sono sempre più frequenti"

 ROMA - "Una perturbazione importante" che potrà portare ad "eventi estremi, soprattutto nelle zone centrali tirreniche", con "un picco previsto a partire da mezzogiorno di lunedì". Lo ha detto il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, facendo il punto sull'ondata di maltempo che colpirà l'Italia nei prossimi giorni. La perturbazione "vedrà il Paese interessato a partire dalla mezzanotte di domenica al nord. Poi si sposterà nelle zone centrali tirreniche".

IL METEO
L'ondata di maltempo porterà "una concentrazione di cumulate localizzate in tempi ristretti" e a "precipitazioni su vaste aree", ha aggiunto Gabrielli precisando che gli episodi potranno "avere effetti sui bacini primari, come quelli del Tevere e dell'Aniene", e dare luogo a "smottamenti dovuti anche alla fragilità del suolo conseguente agli incendi della scorsa estate". Il capo della Protezione civile ha comunque sottolineato che, pur essendo "una quadro non rassicurante", non bisogna "entrare nel panico ma nell'ordine di idee che questi fenomeni sono sempre più frequenti".
13.10.2012 da "Repubblica.it"






Le previsioni a lungo termine di Sanò e de "ilMeteo.it"

fonte: Ansa.it
L’Autunno fa sul serio. Una prima perturbazione sta colpendo l’Italia soprattutto centro-meridionale e anche la Sicilia, mentre al nord ci sono molte nuvole e le piogge continueranno debolmente fino a sera specie sull’Emilia Romagna. Dopo qualche ora di pausa stanotte, Sabato pomeriggio ci sarà una ripresa del maltempo un po’ ovunque, con spiragli di sole solo sul Piemonte, in Versilia e sulla Sardegna. Il clima è ancora mite, poiché in questa fase prevalgono le correnti sciroccali umide, ma tiepide. Domenica è attesa una breve tregua, sebbene molte nubi copriranno ancora i cieli di quasi tutte le regioni, ritrovando delle piogge sia al nord, sia soprattutto tra Lazio e Campania.

Ma Antonio Sanò, direttore del portale web www.ilmeteo.it avverte che a partire da Domenica notte e da LUNEDI 15 ci sarà un severo guasto del tempo operato dal Ciclone “Cleopatra” in formazione sul Mediterraneo occidentale scatenato dai contrasti tra l’aria più fresca artica che scende da nord con l’aria più calda e umida in risalita dell’entroterra marocchino e tunisino prima verso le Baleari e la Sardegna e poi direttamente verso l’Italia. Un maltempo autunnale della durata di almeno 48 ore che vedrà fortemente colpite prima la Liguria, il Piemonte, la Lombardia, poi soprattutto il Lazio, Roma, la Campania , il Friuli-VG e infine la Sicilia e il resto del sud. Una pausa è attesa da GIOVEDI prossimo, ma nuove piogge sono n agguato da venerdì 19 e nel successivo Weekend.

VENERDI 12: Intensa perturbazione atlantica con maltempo al centro tutto e sulla Campania e Sicilia, anche con temporali, piogge sul Emilia Romagna e deboli sul resto del nord specie nel pomeriggio, rovesci residui sul nord Sardegna, ma migliora, temporali al mattino sulla Sicilia, piogge in arrivo sulla Puglia, peggiora dalla Campania verso la Calabria.

SABATO 13: Passata la prima perturbazione di una serie, ma il tempo rimane nuvoloso e molto instabile con ancora piogge sul nordest e resto del nord nel pomeriggio, e al centrosud con maltempo su basso Lazio, Campania, Calabria Tirrenica, Cosentino e tutta la Sicilia.

DOMENICA 14: Temporanea pausa del maltempo, piogge dapprima su basso Lazio-Campania, cosentino e ancora al nord su Alpi, Prealpi, Lombardia - Piemonte, sul FriuliVG, pioviggini e foschie e nebbie su Valpadana, pioviggini su Liguria e alta Toscana e Umbria, più sole e mite altrove. Poi attenzione: peggiora sulle Alpi, Piemonte, Lombardia, con maltempo la sera sul nordovest con forti piogge nella notte sulla Liguria, alto Piemonte e alta Lombardia per l'arrivo della parte più avanzata del ciclone CLEOPATRA. Venti di scirocco sui mari occidentali. Nella notte allerta maltempo su Liguria, alto Piemonte, alta Lombardia

LUNEDI' 15: ATTENZIONE: in arrivo al centronord e Sardegna un'intensa perturbazione collegata al vortice CLEOPATRA in formazione sul mediterraneo occidentale, preceduta, alimentata e infine sospinta da interne correnti sciroccali, come risposta ad una discesa di aria fredda da latitudini artiche veloci verso l'entroterra marocchino. E' l'Autunno. Guasto importante del tempo con maltempo prima al nordovest, regioni tirreniche, Sardegna, poi dalla sera sulla Campania e ovest Sicilia, verso tutte le regioni nella notte successiva, ma forte maltempo in arrivo sul Lazio e poi Campania, Liguria, Versilia, Prealpi tutte, Prealpi Venete e FriuliVG. Neve a 1700m sulle Alpi, più su sulle Prealpi.

MARTEDI' 16: Il vortice ciclonico mediterraneo CLEOPATRA apporta condizioni di maltempo generale, nessuna regione esclusa, forti piogge sul Lazio e Roma, poi Campania e Napoli, sulla Sicilia verso il resto del sud, mentre continuano le piogge altrove, con tendenza a miglioramento sulle Alpi e Prealpi centro-occidentali, Piemonte, Liguria, migliora sulla Sardegna orientale. Neve a 1700m sulle Alpi.