Savona - Tre scosse di terremoto questa sera, quattro in due giorni, nel mare davanti a Savona. La prima scossa di magnitudo 3.1 è stata avvertita alle ore 21:49 ed è stata localizzata a una profondità di 9,7 chilometri. La seconda scossa di magnitudo 2,3 è stata localizzata a una profondità di 10 chilometri alle 21,52.
La terza scossa è stata avvertita alle 22,17: magnitudo 3.1. Le scosse, avvertite in diverse zone della città, ma senza alcuna conseguenza.
Lunedì sera la scossa di terremoto di magnitudo 2.9 era stata rilevata al largo di Savona all’altezza di Bergeggi, poco prima delle 21,30. L’epicentro era stato localizzato al largo della costa tra Bergeggi e Savona ad una profondità di 4,4 km. Anche questa non ha provocato alcuna conseguenza.
martedì 29 gennaio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
Terremoto al largo del savonese
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.9 è stata registrata dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) al largo di Savona, nel Mar Ligure. L’evento, avvenuto alle 21:26, ha avuto una profondità ipocentrale di 4.4 chilometri. I comuni più vicini all’epicentro sono Albissola marina e Superiore, Bergeggi, Celle Ligure, Noli, Savona, Spotorno, Vado Ligure e Varazze. Non sono stati segnalati danni a persone e/o cose.
venerdì 25 gennaio 2013
Demolito entro l'estate il palazzo di via Giotto.
giovedì 24 gennaio 2013
Neve: Val Bormida in ginocchio
Savona - Una provincia in tilt per il maltempo, file interminabili di tir incolonnati e bloccati al casello autostradale, previsioni sbagliate che parlavano di nevicate “moderate”, la Valbormida isolata per ore e automobilisti costretti ad attendere il proprio destino al freddo e al gelo.
E le istituzioni savonesi? Non pervenute. Nel senso letterale del termine: vagando tra silenzi e imbarazzi sembravano impegnarsi per cercare di rendere impossibile il tentativo di capire qualcosa rispetto a quanto stava avvenendo.
Rimbalzare le responsabilità sugli altri è uno sport tutto italiano. Che evidentemente deve essere diffuso anche a Savona. Ma è quando si rimbalza contro il muro alzato dagli enti pubblici che c’è poco da essere sportivi. Tentare di capire se ieri ci sono state responsabilità e chi aveva il dovere di prevedere e non gettare buona parte dell’entroterra savonese nel caos è una disciplina da Olimpiadi della pazienza.
A monte sembra esserci stato un corto circuito comunicativo tra Arpal e Protezione civile, due enti chiamati a diramare, di concerto, eventuali allerte meteo. Che questa volta non sono arrivate. Nessuna “bomba di neve” prevista per il savonese. Anzi: il bollettino delle 10 di ieri mattina – a poche ore dalla nevicata “perfetta” che ha sommerso la Valbormida – parlava ancora di “precipitazioni nevose che potranno essere anche moderate con accumuli significativi”. Nel linguaggio politicamente corretto “moderato” è un termine molto in voga ma per la gente comune significa normalmente che si può stare tranquilli. E allora tutto fila liscio fino a quando tantissima neve non si accumula in Valbormida. Poche ore prima i tecnici dell’Arpal diramano il bollettino specificando in due “avvisi” che ci potrebbero essere “disagi per freddo” e, ancora, “nevicate moderate”. Il centro di protezione civile regionale, che fa capo all’ente Regione, decide allora di non emanare nessuna allerta meteo. Dai diretti interessati, però, piovono solo giustificazioni. «Le previsioni sono state assolutamente giuste – fanno sapere dall’Arpal -. Il problema forse è stato dovuto alla concentrazione in poche ore di una nevicata che, se spalmata in un lasso temporale più ampio, non avrebbe comportato disagi del genere». E si specifica che «è stato il centro regionale di protezione civile che ha deciso di non emanare, sulla base del nostro bollettino, l’allerta meteo». Jorg Costantino, assessore comunale con delega alla Protezione civile, specifica che «lo stato di allerta viene diramato in base ai bollettini dell’Arpal». Come a voler dire: non c’erano le condizioni per diramare l’allerta e la colpa è di chi fa le previsioni.
In Prefettura, durante il comitato operativo viabilità istituito ad horas, si respirava un clima da guerra fredda. Basta cercare di capire di chi sono le responsabilità e si viene scambiati quasi per agenti del Kgb in trasferta e fuori tempo massimo. Se si indaga tra i politici la polemica è dietro l’angolo. Per il sindaco di Millesimo Mauro Righello «è evidente che la viabilità provinciale è stata trascurata dalla Provincia. Probabilmente la spending review e i tagli agli enti locali hanno portato via risorse ma sicuramente c’è stato un servizio insufficiente sul versante degli spazzaneve». Dal canto suo il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, impegnato in Prefettura per buona parte della giornata, si trattiene dal fare nomi e cognomi dei presunti responsabili ma si capisce bene dalle sue parole che un’idea se l’è fatta. «Adesso l’obiettivo è far tornare tutto alla normalità – dice – poi vedremo di chi è la colpa e chi non ha fatto il proprio lavoro costringendo la Provincia, la Prefettura e le forze dell’ordine a fare più di quello che avrebbero dovuto fare». «Alcune cose hanno funzionato davvero male questa volta», aggiunge, ma cosa sia andato storto non è dato saperlo. E pensare che ancora nella serata di ieri un gruppo di trenta camionisti bloccati a Piana Crixia lanciavano accuse pesanti coinvolgendo proprio la gestione degli spargisale. «È dalle cinque del pomeriggio che passano senza spargere un solo granello di sale». Già i camionisti. Bloccati per tutta la notte al freddo per il divieto di transito dei mezzi pesanti sull’A6 Savona-Torino. Un blocco frutto di una convenzione firmata da Prefettura e Autostrade che in caso di neve impone il blocco del transito. Ma che ieri ha vissuto attimi surreali quando decine di camion hanno sfilato per i centri urbani di Millesimo e Carcare perché costretti ad uscire dall’autostrada. I camionisti lamentano la mancanza di qualsiasi comunicazione da parte delle istituzioni. Non sono i soli.
( fonte: Il Secolo XIX)
E le istituzioni savonesi? Non pervenute. Nel senso letterale del termine: vagando tra silenzi e imbarazzi sembravano impegnarsi per cercare di rendere impossibile il tentativo di capire qualcosa rispetto a quanto stava avvenendo.
Rimbalzare le responsabilità sugli altri è uno sport tutto italiano. Che evidentemente deve essere diffuso anche a Savona. Ma è quando si rimbalza contro il muro alzato dagli enti pubblici che c’è poco da essere sportivi. Tentare di capire se ieri ci sono state responsabilità e chi aveva il dovere di prevedere e non gettare buona parte dell’entroterra savonese nel caos è una disciplina da Olimpiadi della pazienza.
A monte sembra esserci stato un corto circuito comunicativo tra Arpal e Protezione civile, due enti chiamati a diramare, di concerto, eventuali allerte meteo. Che questa volta non sono arrivate. Nessuna “bomba di neve” prevista per il savonese. Anzi: il bollettino delle 10 di ieri mattina – a poche ore dalla nevicata “perfetta” che ha sommerso la Valbormida – parlava ancora di “precipitazioni nevose che potranno essere anche moderate con accumuli significativi”. Nel linguaggio politicamente corretto “moderato” è un termine molto in voga ma per la gente comune significa normalmente che si può stare tranquilli. E allora tutto fila liscio fino a quando tantissima neve non si accumula in Valbormida. Poche ore prima i tecnici dell’Arpal diramano il bollettino specificando in due “avvisi” che ci potrebbero essere “disagi per freddo” e, ancora, “nevicate moderate”. Il centro di protezione civile regionale, che fa capo all’ente Regione, decide allora di non emanare nessuna allerta meteo. Dai diretti interessati, però, piovono solo giustificazioni. «Le previsioni sono state assolutamente giuste – fanno sapere dall’Arpal -. Il problema forse è stato dovuto alla concentrazione in poche ore di una nevicata che, se spalmata in un lasso temporale più ampio, non avrebbe comportato disagi del genere». E si specifica che «è stato il centro regionale di protezione civile che ha deciso di non emanare, sulla base del nostro bollettino, l’allerta meteo». Jorg Costantino, assessore comunale con delega alla Protezione civile, specifica che «lo stato di allerta viene diramato in base ai bollettini dell’Arpal». Come a voler dire: non c’erano le condizioni per diramare l’allerta e la colpa è di chi fa le previsioni.
In Prefettura, durante il comitato operativo viabilità istituito ad horas, si respirava un clima da guerra fredda. Basta cercare di capire di chi sono le responsabilità e si viene scambiati quasi per agenti del Kgb in trasferta e fuori tempo massimo. Se si indaga tra i politici la polemica è dietro l’angolo. Per il sindaco di Millesimo Mauro Righello «è evidente che la viabilità provinciale è stata trascurata dalla Provincia. Probabilmente la spending review e i tagli agli enti locali hanno portato via risorse ma sicuramente c’è stato un servizio insufficiente sul versante degli spazzaneve». Dal canto suo il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza, impegnato in Prefettura per buona parte della giornata, si trattiene dal fare nomi e cognomi dei presunti responsabili ma si capisce bene dalle sue parole che un’idea se l’è fatta. «Adesso l’obiettivo è far tornare tutto alla normalità – dice – poi vedremo di chi è la colpa e chi non ha fatto il proprio lavoro costringendo la Provincia, la Prefettura e le forze dell’ordine a fare più di quello che avrebbero dovuto fare». «Alcune cose hanno funzionato davvero male questa volta», aggiunge, ma cosa sia andato storto non è dato saperlo. E pensare che ancora nella serata di ieri un gruppo di trenta camionisti bloccati a Piana Crixia lanciavano accuse pesanti coinvolgendo proprio la gestione degli spargisale. «È dalle cinque del pomeriggio che passano senza spargere un solo granello di sale». Già i camionisti. Bloccati per tutta la notte al freddo per il divieto di transito dei mezzi pesanti sull’A6 Savona-Torino. Un blocco frutto di una convenzione firmata da Prefettura e Autostrade che in caso di neve impone il blocco del transito. Ma che ieri ha vissuto attimi surreali quando decine di camion hanno sfilato per i centri urbani di Millesimo e Carcare perché costretti ad uscire dall’autostrada. I camionisti lamentano la mancanza di qualsiasi comunicazione da parte delle istituzioni. Non sono i soli.
( fonte: Il Secolo XIX)
domenica 20 gennaio 2013
Caduta di alberi e galaverna nell'interno
Genova - Pesanti disagi alla viabilità in provincia di Genova per la galaverna e per la caduta di rami e alberi sulle carreggiate: per rimuoverli sono a lavoro i tecnici della provincia. La situazione più critica si registra nelle valli Trebbia, Graveglia e Aveto.
Attualmente tutte le principali strade provinciale sono aperte ma viene raccomandata a tutti gli automobilisti la massima prudenza per il continuo rischio di caduta di alberi.
Chiusi al transito, invece, l'ultima parte della provinciale del passo Faiallo, a mille metri di quota tra la valle Stura e l'entroterra savonese, dell'Olbicella nella stessa zona e della provinciale di Alpepiana in Val d'Aveto. Sulle strade provinciali dell'entroterra e dell'Appennino c'é l'obbligo di viaggiare con le catene a bordo sino al 31 marzo. Le raccomandazioni della società autostrade sono improntate all massima prudenza
(fonte primocanale.it)
Attualmente tutte le principali strade provinciale sono aperte ma viene raccomandata a tutti gli automobilisti la massima prudenza per il continuo rischio di caduta di alberi.
Chiusi al transito, invece, l'ultima parte della provinciale del passo Faiallo, a mille metri di quota tra la valle Stura e l'entroterra savonese, dell'Olbicella nella stessa zona e della provinciale di Alpepiana in Val d'Aveto. Sulle strade provinciali dell'entroterra e dell'Appennino c'é l'obbligo di viaggiare con le catene a bordo sino al 31 marzo. Le raccomandazioni della società autostrade sono improntate all massima prudenza
(fonte primocanale.it)
Pericolo gelo
Genova - Con le nevicate e il gelo delle ultime ore, nell’entroterra del capoluogo ligure è arrivata la temuta galaverna, che ha colpito in modo durissimo soprattutto nelle valli Trebbia, Graveglia e Aveto, provocando innumerevoli cadute di alberi sulle strade.
La conferma arriva da Piero Fossati, commissario straordinario della Provincia: «I nostri uomini e mezzi continuano gli interventi, ma la situazione è difficile, e raccomandiamo a tutti di mettersi in viaggio nelle vallate solo se strettamente necessario e urgente, usando la massima prudenza».
Secondo quanto spiegato, i mezzi spazzaneve e spargisale «operano in condizioni molto difficili e complicate dal rischio di ulteriori e continue cadute di tronchi e rami» per liberare le strade provinciali. Sinora transitabili le principali arterie della viabilità provinciale, dove i maggiori problemi provocati dalla galaverna sono al momento sulle strade della val Trebbia, come la Sp 15 del Brugneto, della val Graveglia e sulla 586 della val d’Aveto, ma gelo e galaverna si sono abbattuti anche sulla valle Stura, l’alta val Polcevera e in altre aree.
Secondo Fossati, «sono ancora troppe le piante incolte nei terreni privati vicino alle strade che continuano a mettere a rischio la viabilità quando il gelo, la galaverna, il vento o la neve ne abbattono tronchi e rami, causando gravi pericoli per chi transita e pesanti ostacoli e ritardi anche ai mezzi di soccorso e di emergenza e alle operazioni degli spazzaneve e degli spargisale».
Come da programma, chiusa al transito l’ultima parte della provinciale del Faiallo, a 1000 metri di quota tra la valle Stura e l’entroterra di Savona, dell’Olbicella nella stessa zona e della provinciale di Alpepiana, in val d’Aveto: «Si tratta di alcuni tratti montani senza abitazioni né attività commerciali o produttive, e tutti con possibilità di percorsi alternativi», ha ricordato Fossati.
Nell’entroterra di Genova e Savona, confermata l’allerta di livello 1 per neve: resta in vigore sino alle 24 di domenica 20.
La conferma arriva da Piero Fossati, commissario straordinario della Provincia: «I nostri uomini e mezzi continuano gli interventi, ma la situazione è difficile, e raccomandiamo a tutti di mettersi in viaggio nelle vallate solo se strettamente necessario e urgente, usando la massima prudenza».
Secondo quanto spiegato, i mezzi spazzaneve e spargisale «operano in condizioni molto difficili e complicate dal rischio di ulteriori e continue cadute di tronchi e rami» per liberare le strade provinciali. Sinora transitabili le principali arterie della viabilità provinciale, dove i maggiori problemi provocati dalla galaverna sono al momento sulle strade della val Trebbia, come la Sp 15 del Brugneto, della val Graveglia e sulla 586 della val d’Aveto, ma gelo e galaverna si sono abbattuti anche sulla valle Stura, l’alta val Polcevera e in altre aree.
Secondo Fossati, «sono ancora troppe le piante incolte nei terreni privati vicino alle strade che continuano a mettere a rischio la viabilità quando il gelo, la galaverna, il vento o la neve ne abbattono tronchi e rami, causando gravi pericoli per chi transita e pesanti ostacoli e ritardi anche ai mezzi di soccorso e di emergenza e alle operazioni degli spazzaneve e degli spargisale».
Come da programma, chiusa al transito l’ultima parte della provinciale del Faiallo, a 1000 metri di quota tra la valle Stura e l’entroterra di Savona, dell’Olbicella nella stessa zona e della provinciale di Alpepiana, in val d’Aveto: «Si tratta di alcuni tratti montani senza abitazioni né attività commerciali o produttive, e tutti con possibilità di percorsi alternativi», ha ricordato Fossati.
Nell’entroterra di Genova e Savona, confermata l’allerta di livello 1 per neve: resta in vigore sino alle 24 di domenica 20.
Autostrade: aggiornamento neve
Deboli nevicate sono in atto sulla A26 , tra la diramazione Stroppiana-Santhià e carpugnino, sulla diramazione Stroppiana-Santhià , sulla A8 tra Castellanza e Varese , su tutta la Diramazione Gallarate Gattico, sull' A1 Tra Milano Sud e Piacenza Nord e sull' A4 tra Cavenago e Rovato. Sui tratti non gestiti da Autostrade per l'Italia, nevica debolmente sull' A6 Torino-Savona,tra Mondovi' e il Bivio per l' A10 . Si raccomanda la massima prudenza alla guida. Ricordiamo inoltre di viaggiare muniti di pneumatici invernali montati o catene a bordo.
Iscriviti a:
Post (Atom)