domenica 18 dicembre 2011

Tempesta nelle Filippine, oltre 400 le vittime

MANILA - Sale  a 440 morti il bilancio delle vittime della tempesta tropicale Washi che ha colpito il sud delle Filippine. Lo riferiscono la Croce Rossa e l'esercito.

L'isola di Mindanao è la regione più colpita: 215 morti sono stati registrati a Cagayan de Oro, uno dei principali porti dell'isola, e altri 144 nella vicina città di Iligan, ha detto alla France Presse il segretario Generale della Croce Rossa delle Filippine Gwen Pang.

Sarebbero centinaia i dispersi della tempesta tropicale Washi che ha colpito il sud delle Filippine. Lo riferisce il segretario generale della Croce Rossa delle Filippine secondo cui il bilancio dei morti, più di 400 finora, potrebbe salire. All'appello, ha aggiunto, mancano 400 persone solo nella città di Iligan, sulla costa. Le abitazioni, si apprende, sono state trascinate in mare dalle piogge mentre gli abitanti stavano dormendo. Il ministero del welfare stima in almeno 100mila i senzatetto.

Oltre duemila persone sono state salvate dai soccorsi con camion, imbarcazioni ed elicotteri. Le inondazioni sono state provocate da forti piogge che cadono da 24 ore. La tempesta è accompagnata da un forte vento a 75 chilometri orari.

sabato 17 dicembre 2011

Freddo neve e crollo delle temperature

A ridosso di Natale arrivano freddo e neve in tutta Italia. Da domani la colonnina di mercurio scenderà di 10 gradi, ma già oggi il maltempo ha imperversato dal Nord al Sud della penisola. Una abbondante nevicata sta cadendo dalla notte scorsa in Valle d'Aosta (ad Aosta oltre 30 centimetri di neve fresca e a La Thuile e Courmayeur quasi mezzo metro) e il pericolo valanghe é 'molto forte' nelle zone del Monte Bianco, del Gran Paradiso, del Gran San Bernardo e del Cervino.
Rischio alto anche a Oyace dove quindici bambini e cinque insegnanti delle scuole materne ed elementari trascorreranno la prossima notte all'interno dell'istituto scolastico per sicurezza. Lo ha disposto il sindaco del piccolo comune della Valpelline a causa delle numerose slavine, anche di grosse dimensioni, cadute sulla strada regionale di Bionaz (a monte e a valle di Oyace). La protezione civile valdostana ha previsto l'invio di brandine mentre la mensa scolastica garantirà i pasti. Sempre nel comune di Oyace sono state evacuate preventivamente due famiglie. Cinque persone sono state evacuate anche a Saint-Rhemy-En-Bosses.
Chiuse al traffico alcune strade regionali e comunali. Nevica dal pomeriggio pure in Trentino, soprattutto oltre i mille metri, ma in alcune zone, come in val di Sole, anche a quote inferiori. Le nevicate in corso potrebbero far salire il pericolo di valanghe fino a marcato oltre i 2000 metri. Una violenta mareggiata, con vento di libeccio oltre gli 80 chilometri e onde alte fino a sei metri si è abbattuta su tutta la costa ligure. A causa delle condizioni del mare, sono stati annullati i collegamenti con la Sardegna. Disagi anche all'aeroporto del capoluogo ligure e decine gli interventi dei vigili del fuoco per rami, alberi e cartelli pericolanti in tutta la città. Ripresi stamani, sono stati di nuovo interrotti nel pomeriggio i collegamenti marittimi tra Piombino e Portoferraio.
Dalle 17 le compagnie di navigazione hanno sospeso le corse a causa del forte vento e del mare molto mosso. Le previsioni indicano nelle prossime ore ulteriori peggioramenti e quindi è quasi certo che partenze e arrivi di navi e traghetti non riprenderanno fino a domani mattina. Il vento ha raggiunto i 50 nodi (poco meno di 100 chilometri orari) a Livorno, dove comunque le partenze di navi e traghetti starebbero procedendo, sia pure con qualche ritardo. Anche al Sud le condizioni meteo sono peggiorate. Da oggi pomeriggio e per tutta la giornata di domani, la Protezione civile della Campania prevede un sensibile rinforzo dei venti che potranno raggiungere forza 8 (burrasca). A rischio i collegamenti con le isole. Difficoltà, con partenze soppresse e forti ritardi, per i collegamenti marittimi in Sardegna (soprattutto con il Nord dell'isola) dove col vento in rafforzamento, a causa della perturbazione in arrivo dall'Atlantico, non sono esclusi rallentamenti e salti di corse anche per domani. Numerosi gli interventi in tutto il Nord Sardegna.   (servizio ANSA)

L'uragano Joachim sull'Europa

La Svizzera è colpita dall'uragano Joachim, con raffiche di venti fino a 176 km all'ora, registarte stamane sul Santis in Appenzello.

Nel Giura bernese, diverse persone sono inolte rimaste ferite in modo lieve nel deragliamento di due vagoni di un treno fra Tavannes e Tramelan.
Il convoglio ha urtato un albero sradicato dalla tempesta, ha riferito l'agenzia di stampa svizzera Ats.
Nel canton Giura un edificio ha dovuto essere evacuato e diverse strade sono state momentaneamente chiuse alla circolazione dopo la caduta di alberi.
La Compagnia di Navigazione Generale ha sospeso tutti i servizi sul lago Lemano e a Losanna le autorità hanno annullato il mercatino di Natale.
L'uragano Joachim è in arrivo in queste ore dalla Francia in Germania.
Le zone più colpite dal suo passaggio saranno il Centro e il Sud del Paese. Il centro dell'uragano, secondo la Dpa, dovrebbe essere fra le città di Duesseldorf, Hannover e la parte nord di Berlino.
In Renania Palatinato, dice Spiegel on line, ci si prepara alle raffiche che potrebbero raggiungere i 200 km orari, chiudendo alcune alcune strade al traffico.

mercoledì 14 dicembre 2011

Imperia si prepara alla neve

Imperia, la Provincia contro i rischi di neve e gelo
articolo dal sito web de "Il Secolo XIX"
13 dicembre 2011 Selena Marvaldi
Il buon vecchio “Generale Inverno” inizia a fare la sua comparsa abbassando le temperature, finora piuttosto miti; e si attende anche la neve, per dare il via alla stagione sciistica. Imperia, e soprattutto i paesi dell’entroterra, dopo la paura per l’alluvione genovese e spezzina, si chiedono se tutto sia pronto per affrontare le eventuali emergenze-maltempo.
«Siamo operativi al 100%. – dichiara l’ingegnere Michele Russo, direttore dell’ufficio viabilità e grandi infrastrutture della Provincia – Il meccanismo di collaborazione fra noi e le imprese che si occupano dello spargimento di sale e dello sgombero delle strade innevate è ben oliato e collaudato negli anni. Sono stati stanziati e utilizzati circa 300.000 euro per sostenere questo impegno che va ad interessare tutta la provincia; una parte di questa somma, approssimativamente 100.000 euro, è stata dedicata unicamente alla zona di Monesi dove si trova l’impianto sciistico e dove ci si aspettano maggiori nevicate e quindi maggior necessità di intervento».
Le località delle alte valli Nervia, Argentina e Arroscia sono generalmente quelle più colpite dal gelo e dal maltempo, ma grazie alla collaborazione fra i vari sindaci – “le sentinelle” come le ha definite l’ing. Russo – e le imprese, gli interventi sono sempre immediati: «Quando si abbassano le temperature, le ditte munite degli appositi macchinari sanno come muoversi: avvertono del problema, chiedono l’autorizzazione e poi intervengono. La crisi dei finanziamenti la sentiamo anche noi, per questo non si può sprecare niente: i provvedimenti presi sono sempre stati puntuali e necessari».
Per quanto riguarda le strade dei paesi dell’entroterra imperiese, dai 400/500 metri sul livello del mare in su, la metodologia di intervento è la stessa: quando le temperature si abbassano e ad esse concorre l’umidità, con il conseguente rischio di ghiacciate pericolose, i mezzi spargisale cominciano ad entrare in azione seguendo dei percorsi prestabiliti che coprono i tratti maggiormente trafficati e a rischio. Il territorio provinciale è stato diviso in cinque zone, con le relative imprese di riferimento: Tesorini di Camporosso per il ponente, Mega per le zone centrali e la valle Argentina, Barla per la valle Impero, Manfredi per la valle Arroscia e Boero per Monesi.
«Controlliamo continuamente le condizioni meteorologiche. Inoltre sindaci e imprese, essendo sul posto, si accorgono immediatamente di quando e con che mezzi è necessario intervenire – conclude Russo – A noi ora non resta che sperare nella neve, per dare il via alla stagione sciistica».

lunedì 12 dicembre 2011

Una tromba d’aria sul Christmas Village

12 dicembre 2011 S. P.
Rapallo- Il maltempo crea disagi a Rapallo. Alle 11.30 una tromba d’aria ha creato qualche problema sul lungomare Vittorio Veneto, scoperchiando una casetta del Christmas Village, il mercatino con 40 casette, voluto dall’Ascom, che è sul lungomare dal 26 di novembre e che resterà fino all’8 gennaio, e danneggiando anche un lampione dell’illuminazione pubblica.
I danni, per fortuna, non hanno avuto conseguenze sulle persone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale rapallese. Fra i disagi, rallentamenti e code, nella zona del centro storico. La vicenda ha già avuto qualche reazione. Andrea Carannante, del Partito Comunista dei Lavoratori, fortemente contrario, fin dall’inizio, al “Village”, attacca: «Questo episodio, che fortunatamente non ha causato danni alle persone, dimostra ancora una volta che la nostra contrarietà alla baraccopoli in riva al mare voluta dall’Ascom e dalla giunta rapallese, senza alcuna decisione del consiglio comunale, è più che giustificata».
Articolo tratto dal sito web de "Il Secolo XIX"

domenica 11 dicembre 2011

Clima, Durban approva accordo per trattato globale dal 2020

Via libera alla tabella di marcia che porterà all'adozione di un accordo globale salva-clima entro il 2015 per entrare in vigore dal 2020. Lo ha deciso la 17/a Conferenza mondiale sul clima a Durban, in Sudafrica, che ha trovato anche un accordo per il Kyoto2 dopo il 2012. Per l'accordo globale si inizierà a lavorare già a partire dal prossimo anno. Per questo è stato incaricato un gruppo di lavoro ad hoc in base alla "piattaforma di Durban".
Il documento, che dà mandato al gruppo di lavoro di definire l'accordo globale entro il 2015, sottolinea l'urgenza di accelerare i tempi e di alzare il livello di riduzione. La forma giuridica dell'accordo sarà oggetto di ulteriori discussioni. Per quanto riguarda il Kyoto2 dopo il 2012, riguarderà sostanzialmente l'Europa e pochi altri paesi industrializzati, visto che Giappone, Russia e Canada da tempo hanno annunciato il loro no al secondo periodo del Protocollo. Il Kyoto2 ha la funzione di fare da ponte verso l'accordo globale. "Siamo usciti dal 'cono d'ombrà di Copenaghen.
L'accordo - ha commentato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che nei giorni scorsi ha partecipato personalmente alla trattativa - supera i limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale" offrendo all'Europa, e soprattutto all'Italia, la possibilità di costituire la 'piattaforma' per lo sviluppo con le grandi economie emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica". Nel "pacchetto Durban" approvato dalla Conferenza, anche il via libera all'operatività del Fondo Verde per aiutare i paesi in via di sviluppo a sostenere le azioni contro il riscaldamento globale. Si tratta di 100 miliardi di dollari al 2020. La tabella di marcia con l'accordo mondiale e il 'ponte' di Kyoto2 ha come principale obiettivo quello di portare dentro la lotta comune ai cambiamenti climatici le nuove economie come Cina, Brasile e India. La partita è importante anche nei confronti degli Stati Uniti che non hanno mai ratificato il primo periodo di Kyoto.
L'approvazione dei testi è avvenuta intorno alle cinque del mattino ora locale (le 4.00 in Italia) dopo una tempistica che ha sforato di oltre un giorno la normale durata del summit, iniziato il 28 novembre scorso e che sarebbe dovuto terminare, secondo i piani, venerdì. Nelle ultime ore era emersa la volontà, dichiarata dalla presidenza sudafricana della Conferenza Onu, di procedere a oltranza per uscire da Durban con l'approvazione dei documenti. Battendo il martelletto, come da pratica ufficiale, alla Plenaria, il presidente della Conferenza, Maite Nkoana-Mashabane, ha detto: "Abbiamo fatto la storia". Soddisfatto si è detto il Brasile. Per ambientalisti e piccole isole, invece, il testo non è abbastanza forte: difficile mantenere sotto i due gradi l'aumento della temperatura globale come indicato dagli scienziati, come termine per non arrivare a effetti catastrofici di non ritorno.
Articolo di Elisabetta Guidobaldi per ANSA

venerdì 2 dicembre 2011

Sono 24 gli indagati per l'alluvione del 2010

A un anno di distanza la Procura di Genova ha indagato 24 persone, tra amministratori pubblici e privati, per il violento nubifragio che si abbattè il 6 ottobre 2010 sul ponente del capoluogo ligure. Un nubifragio che mise in ginocchio la delegazione di Sestri Ponente. Frane, fango ovunque, case danneggiate, auto travolte da torrenti e rivi in piena.
Un operaio che lavorava nella cava di Panigaro, fu inghiottito dal fango mentre cercava di recuperare la sua moto. Il cadavere fu ripescato tre giorni dopo, in mare. Fu aperta un’inchiesta contro ignoti dalla Procura di Genova e fu ordinata una perizia per valutare se l’ evento era stato così eccezionale da provocare le esondazioni dei rivi o se si era trattato di cattiva manutenzione degli stessi.
Nel luglio scorso i periti incaricati dal procuratore capo facente funzione Vincenzo Scolastico e dal sostituto procuratore Francesco Pinto depositarono un’accurata relazione dove fu spiegato che non vi erano i profili dell’eccezionalità dell’evento ma che si era trattato di cattiva o inesistente manutenzione. Le eventuali omissioni messe in evidenza nel dossier dai periti hanno poi portato a una indagine per individuare gli eventuali soggetti coinvolti.
Come parametro sono stati presi i piani di bacino in vigore nel 2002. A decorrere da tale data è stato individuato chi poteva avere voce in capitolo nell’ambito dei lavori di manutenzione fino al giorno dell’alluvione, il 6 ottobre 2010. Sempre in base alla consulenza è stato constatato che mentre nel torrente Polcevera la manutenzione è stata sufficiente, l’esondazione si è invece verificata nel rivo parallelo, cioè il Chiaravagna.
Tra i 24 indagati ci sarebbero, secondo quanto appreso in ambienti giudiziari, anche alcune società e tecnici della Provincia e del Comune di Genova. Per quanto riguarda la morte dell’operaio Paolo Marchini, di 44 anni, la Procura di Genova aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti ma poi ne aveva chiesto l’archiviazione. L’alluvione del 2010
Il gip Massimo Cusatti ha però respinto tale richiesta ordinando nuove indagini e ha dato tempo fino al 31 gennaio per accorpare il fascicolo per omicidio colposo a quello principale di inondazione colposa. È ancora agli inizi, invece, l’indagine per l’ultima alluvione, quella dello scorso 4 novembre, che ha causato a Genova sei morti.
Sono ancora in corso i sopralluoghi dei tecnici, più di una decina quelli già effettuati, per accertare le eventuali responsabilità della tragedia. La Procura, anche in questo caso, ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per disastro colposo e omicidio colposo plurimo.