Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.8 è stata registrata alle 8:04 ora locale (le 2:04 in Italia) nella provincia meridionale cinese dello Yunnan. Stando a quanto emerso, il bilancio provvisorio delle vittime è per ora di un morto e tre feriti gravi. I soccorritori non hanno ancora raggiunto la cittadina di Benzilan, epicentro del sisma, nella quale sono assenti le comunicazioni telefoniche.
Secondo i rilevamenti dello United States Geological Survey (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 9,8 km di profondità. Il terremoto è stato seguito da due repliche di magnitudo 4.9 e 5.1, mentre un'altra scossa di magnitudo 5 era già stata registrata nella zona tre giorni fa.
Diciassette persone che si trovavano in tre diversi bus turistici sono rimasti intrappolati a causa di una frana, venuta giù dopo la scossa di magnitudo 5.8 che ha colpito l'area ai confini tra le contee di Shangri-La e Deqen nello Yunnan e di Derong nel Sichuan.
sabato 31 agosto 2013
Scossa di terremoto di magnitudo 7.0 in Alaska
Una scossa di terremoto di magnitudo 7.0 si è verificata alle 18:25 di ieri in Alaska. L’evento, registrato dagli strumenti dell’Istituto Geologico degli Stati Uniti (USGS), ha avuto epicentro a 91 chilometri a Est/Sud-est di Adak, un piccolo comune di 269 abitanti situato nelle Isole Aleutine. Ipocentro a 34.5 chilometri di profondità.
venerdì 30 agosto 2013
“Bomba” Fereggiano, sì allo scolmatore
Genova - L’opera di “disinnesco” della “bomba” Fereggiano incassa il sì del Municipio Bassa Valbisagno, uno dei due che saranno interessati dai lavori dello scolmatore del Fereggiano per i prossimi quattro-cinque anni. Con il solo voto contrario di Rifondazione e del Movimento 5 stelle ieri nel salone del Municipio il progetto presentato per l’occasione dal sindaco in persona (insieme al progettista, l’ingegner Stefano Pinasco, e all’assessore ai Lavori pubblici Gianni Crivello) ha ricevuto un voto favorevole. Sarà un po’ più difficile far digerire i lavori all’altro pezzo di città coinvolto, il Medio levante, dal momento che, come ha spiegato ieri il progettista, «il cantiere principale sarà allestito allo sbocco», cioè in corso Italia, visto che il tratto esistente di galleria che si vuole recuperare (costruita nel ’90) sbocca all’altezza dei bagni Benvenuto e non potrà non interessare la passeggiata a mare cittadina, anche solo per il transito di camion e mezzi.
Il grosso del lavoro però sarà tutto sotterraneo, per ricongiungere proprio quel tratto di 900 metri, mai utilizzato per una brutta storia di tangenti, sino a via Pietro Pinetti per intercettare l’acqua del rio Fereggiano, diventato tristemente famoso il 4 novembre del 2011. Nelle intenzioni del progetto, questo scolmatore sarà in grado di intercettare e convogliare lontano dal Bisagno le piene di tre rii pericolosi come il Fereggiano, ma anche il Noce e il Rovare. I 45 milioni totali con i quali si prevede di finanziare l’opera arriveranno per più della metà dal Piano città del governo Monti, 10 saranno stanziati da Tursi (con l’accensione di un mutuo) e altri 5 dalla Regione. Sulla carta bastano per adeguare la vecchia galleria anni ’90, compreso il suo sbocco a mare, costruire i 2808 metri mancanti e realizzare i collegamenti - le cosiddette opere di presa - tra scolmatore e Fereggiano.
fonte: Il Secolo XIX
Il grosso del lavoro però sarà tutto sotterraneo, per ricongiungere proprio quel tratto di 900 metri, mai utilizzato per una brutta storia di tangenti, sino a via Pietro Pinetti per intercettare l’acqua del rio Fereggiano, diventato tristemente famoso il 4 novembre del 2011. Nelle intenzioni del progetto, questo scolmatore sarà in grado di intercettare e convogliare lontano dal Bisagno le piene di tre rii pericolosi come il Fereggiano, ma anche il Noce e il Rovare. I 45 milioni totali con i quali si prevede di finanziare l’opera arriveranno per più della metà dal Piano città del governo Monti, 10 saranno stanziati da Tursi (con l’accensione di un mutuo) e altri 5 dalla Regione. Sulla carta bastano per adeguare la vecchia galleria anni ’90, compreso il suo sbocco a mare, costruire i 2808 metri mancanti e realizzare i collegamenti - le cosiddette opere di presa - tra scolmatore e Fereggiano.
fonte: Il Secolo XIX
Arpal: “Acque non balneabili”
| Rapallo |
Rapallo e Santa Margherita Ligure. Mare vietato a Rapallo, non così poco più in là, a Santa Margherita Ligure. E’ questa la novità delle ultime ore nelle due note località del Tigullio, dopo l’arrivo della “sentenza” dell’Arpal. L’agenzia è infatti stata inequivocabile: i valori rilevati in mare sono “non conformi alla balneabilità”.
Diversa la reazione nei due comuni. Rapallo ha immediatamente vietato i bagni, con il sindaco Costa che ha firmato un’ordinanza per interdire la balneazione tra il Castello e il Boate.
Santa Margherita, invece, non ha fatto altrettanto, andando anzi all’attacco di Arpal. “E’ impensabile – ha detto il sindaco De Marchi – fare i prelievi il giorno dopo il temporale che si è abbattuto sul Tigullio. Immaginate quello che i rivi hanno portato giù dai monti. Qui non si tratta d’inquinamento del mare, ma della terra”.
Si tratta allora di attendere, con le prossime rilevazioni attese tra poco meno di 72 ore. “Voglio aspettare il prossimo prelievo che darà dati oggettivamente più affidabili”
fonte: Genova24.it
giovedì 29 agosto 2013
Kirghizistan: è rischio contagio peste
BISHKEK (KIRGHIZISTAN) - Più di 160 persone sono state ricoverate in Kirghizistan per il rischio di contagio da peste bubbonica, dopo la morte la settimana scorsa di un ragazzo per questa malattia, estremamente contagiosa. Lo ha reso noto stamani il ministero della Sanità.
"In totale - si legge in una nota del ministero - 160 persone sono state in contatto" con il ragazzo morto di peste bubbonica, il pastore 15enne Timerbek Issakounov, che viveva in un villaggio di montagna al confine con la Cina, vicino alla località turistica del lago di Issyk-Koul. "Tutte queste persone sono sotto sorveglianza medica", spiega il comunicato, e assumono antibiotici. Le condizioni di tutti i pazienti sono definite nella nota "soddisfacenti". Secondo il ministero altre quattro persone, che non erano state in contatto con il pastore, sono state ricoverate per forti febbri, uno dei sintomi della peste bubbonica. Ieri una donna e due bambini si sono presentati in ospedale con la febbre e le ghiandole del collo e delle ascelle ingrossate, altro sintomo della malattia. Il ministero rende noto che le prime analisi su questi tre pazienti sono "negative". Il ragazzo morto secondo i sanitari è stato probabilmente infettato da una pulce che aveva punto un topo infetto. L'ultimo caso di peste bubbonica era stato registrato in Kirghizistan 30 anni fa. Un'epidemia di questa malattia fra il 1347 e il 1353 uccise un terzo della popolazione europea, facendo fra i 20 e i 25 milioni di morti (la cosiddetta Peste nera, ricordata dal Boccaccio nel Decameron).
fonte: Ansa
"In totale - si legge in una nota del ministero - 160 persone sono state in contatto" con il ragazzo morto di peste bubbonica, il pastore 15enne Timerbek Issakounov, che viveva in un villaggio di montagna al confine con la Cina, vicino alla località turistica del lago di Issyk-Koul. "Tutte queste persone sono sotto sorveglianza medica", spiega il comunicato, e assumono antibiotici. Le condizioni di tutti i pazienti sono definite nella nota "soddisfacenti". Secondo il ministero altre quattro persone, che non erano state in contatto con il pastore, sono state ricoverate per forti febbri, uno dei sintomi della peste bubbonica. Ieri una donna e due bambini si sono presentati in ospedale con la febbre e le ghiandole del collo e delle ascelle ingrossate, altro sintomo della malattia. Il ministero rende noto che le prime analisi su questi tre pazienti sono "negative". Il ragazzo morto secondo i sanitari è stato probabilmente infettato da una pulce che aveva punto un topo infetto. L'ultimo caso di peste bubbonica era stato registrato in Kirghizistan 30 anni fa. Un'epidemia di questa malattia fra il 1347 e il 1353 uccise un terzo della popolazione europea, facendo fra i 20 e i 25 milioni di morti (la cosiddetta Peste nera, ricordata dal Boccaccio nel Decameron).
fonte: Ansa
Fukushima: perdita acqua radioattiva, rischio serio incidente
'Rischio serio incidente'. Authority alza gravità dopo perdita avvenuta la scorsa settimana
TOKYO - La Nuclear Regulation Authority (Nra), l'agenzia sulla sicurezza nucleare nipponica, ha alzato ufficialmente a 3 ('serio incidente') il livello di gravità della abbondante perdita d'acqua radioattiva avvenuta la scorsa settimana alla centrale di Fukushima. L'aggiornamento, dal precedente livello 1 ('anomalia') è il passo più serio finora preso sul complesso danneggiato dal sisma/tsunami di marzo 2011 e causa della crisi di livello 7, il più alto possibile.
fonte: Ansa
TOKYO - La Nuclear Regulation Authority (Nra), l'agenzia sulla sicurezza nucleare nipponica, ha alzato ufficialmente a 3 ('serio incidente') il livello di gravità della abbondante perdita d'acqua radioattiva avvenuta la scorsa settimana alla centrale di Fukushima. L'aggiornamento, dal precedente livello 1 ('anomalia') è il passo più serio finora preso sul complesso danneggiato dal sisma/tsunami di marzo 2011 e causa della crisi di livello 7, il più alto possibile.
fonte: Ansa
mercoledì 28 agosto 2013
Un milione e mezzo di fulmini l'anno
Tempesta elettrica su Genova, allagamenti a Roma, voli dirottati da Fiumicino e Orio
Il centro che li misura: «I temporali sono più potenti e fanno più danni». Tante ipotesi e poche certezze sulle cause
Tuoni e fulmini in abbondanza in questi giorni di maltempo. Ieri ad essere colpite da allagamenti e disagi sono state soprattutto Roma e il Lazio. In tutte le Regioni i temporali, oltre alle abbondanti piogge, hanno lanciato verso terra scariche di energia che hanno fatto notizia sia per il numero che per i danni causati. Già tra sabato e domenica vicino a Firenze i fulmini avevano incendiato un appartamento e dato fuoco ai mezzi di una società di trasporto. L'Enel, in una nota, informava che i suoi impianti in Toscana era stati colpiti da diecimila fulmini. E oltre duemila erano caduti tra le province di Genova e La Spezia, una «tempesta elettrica». Disagi anche per gli aerei, con voli dirottati da Fiumicino e Orio al Serio.
«Negli ultimi anni ogni temporale produce un maggior numero di fulmini rispetto al passato e la loro manifestazione è diventata anche più pericolosa» spiega Marina Bernardi che a Milano dirige il Sistema italiano di rilevamento fulmini (Sirf) presso il Centro elettrotecnico sperimentale italiano (Cesi).
Le rilevazioni sono iniziate vent'anni fa e l'ultimo decennio, apparentemente, sembra mostrare nelle statistiche una lenta riduzione: cioè facendo un confronto con gli anni precedenti si noterebbe un minor numero di fulmini. «In realtà - nota Bernardi - abbiamo constatato che il fenomeno ha una sua ciclicità e quindi ora mi aspetto un aumento nelle cifre».
Le cause sono legate a tante ipotesi e a poche certezze. Si fa riferimento all'aumento delle macchie solari (ora tra l'altro siamo nella fase di massima attività dell'astro) oppure alle correnti provenienti dal Nord Atlantico. Alla fine, purtroppo, per il momento ci si limita a constatare quanto accade e a compilare diligenti registrazioni.
Sono passati quasi tre secoli da quando Benjamin Frank- lin, studiando le saette, inventava il parafulmine. Ma pur avendo maturato nel frattempo una certa conoscenza dei meccanismi atmosferici i fulmini conservano ancora molti aspetti misteriosi che gli scienziati indagano. «In realtà, ciò che si nota - continua Marina Bernardi - è un cambiamento significativo nei temporali. Anche questi sono diminuiti di numero, ma portano piogge più abbondanti, venti più violenti e fulmini più rilevanti sia nella quantità che nella potenza».
Per affrontare le ricerche su questo fronte e trarre indicazioni utili a mitigare i danni il Cesi creava la rete di rilevamento del Sirf con 25 stazioni distribuite nelle regioni. Ciascuna, collocata secondo una adeguata geometria, ha la sensibilità di raccolta nell'arco di alcune centinaia di chilometri, arrivando così a coprire l'intera Penisola. Ogni sensore misura il campo elettromagnetico emesso dalla corrente del fulmine quando percorre la crosta terrestre. Attraverso la rete si ricostruisce il punto di impatto e i parametri elettrici che caratterizzano la scarica.
Negli ultimi anni l'Italia è bersagliata in media da un milione e mezzo di fulmini da gennaio a dicembre e nelle statistiche rimangono le annate record del 2002 oppure del 2004 quando si arrivò a contarne addirittura centomila in un solo giorno. «Grazie alla rete - precisa la sua responsabile - che ora è collegata su scala europea avendo così una visione più ampia dei fenomeni, riusciamo a diffondere un'allerta avvisando dell'arrivo dei temporali potenzialmente pericolosi con un preavviso sino a tre ore». Ciò consente ai gestori di reti elettriche o per telecomunicazioni di approntare eventuali interventi d'emergenza.
Gli studi in corso, inoltre, stanno indagando anche un particolare tipo di fenomeno chiamato «temporale positivo» perché si carica di cariche elettriche positive. Rispetto agli altri è molto più energetico ed è caratteristico delle terre circondate dai mari come appunto l'Italia o il Giappone.
Ma come mai i temporali sono mutati e con essi i fulmini? «Una risposta precisa ancora non esiste - conclude Marina Bernardi -. Potremmo citare la tropicalizzazione dell'ambiente, la mutazione nella circolazioni dei venti e altri aspetti. Di certo il clima sta subendo dei cambiamenti e anche i fulmini sono un segnale da considerare».
fonte: Corriere della Sera
Il centro che li misura: «I temporali sono più potenti e fanno più danni». Tante ipotesi e poche certezze sulle cause
Tuoni e fulmini in abbondanza in questi giorni di maltempo. Ieri ad essere colpite da allagamenti e disagi sono state soprattutto Roma e il Lazio. In tutte le Regioni i temporali, oltre alle abbondanti piogge, hanno lanciato verso terra scariche di energia che hanno fatto notizia sia per il numero che per i danni causati. Già tra sabato e domenica vicino a Firenze i fulmini avevano incendiato un appartamento e dato fuoco ai mezzi di una società di trasporto. L'Enel, in una nota, informava che i suoi impianti in Toscana era stati colpiti da diecimila fulmini. E oltre duemila erano caduti tra le province di Genova e La Spezia, una «tempesta elettrica». Disagi anche per gli aerei, con voli dirottati da Fiumicino e Orio al Serio.
«Negli ultimi anni ogni temporale produce un maggior numero di fulmini rispetto al passato e la loro manifestazione è diventata anche più pericolosa» spiega Marina Bernardi che a Milano dirige il Sistema italiano di rilevamento fulmini (Sirf) presso il Centro elettrotecnico sperimentale italiano (Cesi).
Le rilevazioni sono iniziate vent'anni fa e l'ultimo decennio, apparentemente, sembra mostrare nelle statistiche una lenta riduzione: cioè facendo un confronto con gli anni precedenti si noterebbe un minor numero di fulmini. «In realtà - nota Bernardi - abbiamo constatato che il fenomeno ha una sua ciclicità e quindi ora mi aspetto un aumento nelle cifre».
Le cause sono legate a tante ipotesi e a poche certezze. Si fa riferimento all'aumento delle macchie solari (ora tra l'altro siamo nella fase di massima attività dell'astro) oppure alle correnti provenienti dal Nord Atlantico. Alla fine, purtroppo, per il momento ci si limita a constatare quanto accade e a compilare diligenti registrazioni.
Sono passati quasi tre secoli da quando Benjamin Frank- lin, studiando le saette, inventava il parafulmine. Ma pur avendo maturato nel frattempo una certa conoscenza dei meccanismi atmosferici i fulmini conservano ancora molti aspetti misteriosi che gli scienziati indagano. «In realtà, ciò che si nota - continua Marina Bernardi - è un cambiamento significativo nei temporali. Anche questi sono diminuiti di numero, ma portano piogge più abbondanti, venti più violenti e fulmini più rilevanti sia nella quantità che nella potenza».
Per affrontare le ricerche su questo fronte e trarre indicazioni utili a mitigare i danni il Cesi creava la rete di rilevamento del Sirf con 25 stazioni distribuite nelle regioni. Ciascuna, collocata secondo una adeguata geometria, ha la sensibilità di raccolta nell'arco di alcune centinaia di chilometri, arrivando così a coprire l'intera Penisola. Ogni sensore misura il campo elettromagnetico emesso dalla corrente del fulmine quando percorre la crosta terrestre. Attraverso la rete si ricostruisce il punto di impatto e i parametri elettrici che caratterizzano la scarica.
Negli ultimi anni l'Italia è bersagliata in media da un milione e mezzo di fulmini da gennaio a dicembre e nelle statistiche rimangono le annate record del 2002 oppure del 2004 quando si arrivò a contarne addirittura centomila in un solo giorno. «Grazie alla rete - precisa la sua responsabile - che ora è collegata su scala europea avendo così una visione più ampia dei fenomeni, riusciamo a diffondere un'allerta avvisando dell'arrivo dei temporali potenzialmente pericolosi con un preavviso sino a tre ore». Ciò consente ai gestori di reti elettriche o per telecomunicazioni di approntare eventuali interventi d'emergenza.
Gli studi in corso, inoltre, stanno indagando anche un particolare tipo di fenomeno chiamato «temporale positivo» perché si carica di cariche elettriche positive. Rispetto agli altri è molto più energetico ed è caratteristico delle terre circondate dai mari come appunto l'Italia o il Giappone.
Ma come mai i temporali sono mutati e con essi i fulmini? «Una risposta precisa ancora non esiste - conclude Marina Bernardi -. Potremmo citare la tropicalizzazione dell'ambiente, la mutazione nella circolazioni dei venti e altri aspetti. Di certo il clima sta subendo dei cambiamenti e anche i fulmini sono un segnale da considerare».
fonte: Corriere della Sera
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