martedì 3 settembre 2013

Palla di fuoco illumina la notte


Panico per il boato del «bolide»
Mistero nei cieli del Nordest, decine di telefonate a forze dell'ordine e pompieri. Ma dell'oggetto nessuna traccia

TREVISO - Una palla di fuoco ha illuminato per circa 5 secondi la scorsa notte i cieli del Nordest, fino a Modena e Ferrara. Si tratta di un bolide, ovvero una meteora ad alta luminosità, entrato in collisione con l’atmosfera a decine di chilometri d’altezza (circa 80) che frammentandosi ha originato un boato che ha svegliato di soprassalto centinaia di cittadini. Decine le chiamate alla centrale operativa dei vigili del fuoco che assieme a carabinieri e polizia hanno effettuato sopralluoghi tra Casier, Monastier e San Biagio di Callalta dove, negli stessi minuti, si sono registrati alcuni piccoli incendi. I roghi, è stato appurato, non avevano nulla a che fare con la meteora, vista anche a centinaia di chilometri di distanza. 

Il controllo dei pompieri, supportato dal nucleo provinciale Nbcr, non ha portato all’individuazione di materiale caduto. L’evento, registrato dall’osservatorio dell’Uai (Unione Astrofili Italiani) di Scorzè, è avvenuto alle 2,12. «Il meteoroide è entrato in atmosfera probabilmente sui cieli del mare Adriatico con una velocità alquanto lenta – spiega Enrico Stomeo, responsabile del servizio meteore dell’Uai -. Dopo un volo di quasi 5 secondi, la meteora ha mostrato una prima grossa esplosione che ha illuminato a giorno il cielo, seguita da altre minori in sequenza e dalla frammentazione del corpo. Alcuni testimoni in Veneto hanno riferito di aver udito rumori (tipo boati) dopo il passaggio del bolide. Nell'immagine è mostrata la somma di alcuni frame, escludendo quelli relativi al momento della brillantissima esplosione, che ha ovviamente saturato il campo ripreso».

Estate da record per i terremoti, con quasi 3.000 scosse

Sette sequenze simiche in atto, dalle Marche alla Sicilia
La sequenza in Lunigiana e quella nella zona di Forlì dal gennaio 2013 (fonte: INGV)
L'estate 2013 è stata da record per i terremoti: soltanto in luglio il numero di scosse registrate ha superato tutte le attese e il bilancio complessivo della stagione vede ben sette sequenze sismiche in atto, dalle Marche alla Sicilia. Nessun allarme, però: che l'Italia sia un Paese simico è noto e a far impennare il conto delle scosse non è stata l'intensificazione dei terremoti, ma la sensibilità e la concentrazione degli strumenti.

Da sole, sono state sufficienti solo tre sequenze (ad Ancona, in Lunigiana e a Forlì) ''per fare centinaia di terremoti. Ma sono tutte concentrate in zone nelle quali la rete sismica è molto buona, al punto da registrare anche scosse con magnitudo vicine allo zero'', osserva Amato.

Per avere un'idea del confronto con gli anni passati, l'esperto dell'Ingv propone come punto di riferimento il mese del record, luglio 2013. ''Complessivamente sono stati registrati 2.874 terremoti, con una media di 100 al giorno'', rileva Amato. Le scosse di magnitudo superiore a 4 sono state 2, entrambe avvenute al largo di Ancona; quelle superiori a 3 sono state 30 (molti nella Lunigiana, nella zona di Forlì e al largo di Ancona, e ancora nel Frusinate, nella Sila e nel Tirreno); quelle di magnitudo superiore a 2 sono state ben 311.
Considerando poi i piccoli terremoti, ossia quelli di magnitudo compresa fra zero e 2, questi sono stati 2.610, relativi alle sette sequenze sismiche in atto: prime fra tutte quella delle Marche, al largo di Ancona, quindi quelle in Lunigiana e nella zona di Forlì, poi la sequenza in Umbria, nell'area di Ascoli Piceno, e ancora nel Pollino, in Sicilia, dall'Etna alle Eolie, e in Calabria.

Nel luglio 2012 i terremoti che hanno scosso l'Italia sono stati complessivamente 1.267, meno della metà. Tuttavia quelli di magnitudo superiore a 4 sono stati ben 5, quelli di magnitudo superiori a 3 sono stati 18 e 225 di magnitudo superiore a 2.
Nel 2011 si erano registrati 1.580 terremoti: anche allora 5 di magnitudo superiore a 4, 36 superiori a 3 e 214 superiori a 2. Nel 2010 i numeri erano molto diversi, con un totale di 1.490, con nessun terremoto di magnitudo superiore a 4, 10 superiori a 3 e 166 superiori a 2.
Complessivamente ''le oscillazioni nel numero dei terremoti di magnitudo superiore a 4 sono abbastanza nella norma: si tratta di poche unità e non sorprende che possano oscillare da un anno all'altro'', osserva Amato. Le differenze maggiori riguardano invece i piccoli terremoti: ''e' un segno - conclude il sismologo - che la rete ha funzionato bene e che migliora di anno in anno''.

fonte: ANSA

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La sequenza in Lunigiana e quella nella zona di Forlì dal gennaio 2013 (fonte: INGV)


Corsica, enorme macchia di petrolio minaccia la riserva di Scandola

La chiazza di idrocarburi è lunga oltre 40 chilometri e larga uno. A rischio la riserva naturale patrimonio dell'Unesco

PARIGI – Allarme ambientale in Corsica: una gigantesca chiazza di idrocarburi, lunga 43 chilometri e larga uno, galleggia al largo della costa nord occidentale, di fronte a Calvi, minacciando appena più sotto la riserva naturale di Scandola, un paradiso protetto e iscritto dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità per la varietà e l’abbondanza della flora e della fauna sottomarina. Un elicottero delle dogane francesi ha segnalato l’imponente macchia verso la quale sono ora in navigazione due mezzi della marina militare, il «Jason» di Tolone e l’«Abeille Flandres», di base ad Ajaccio, per identificare composizione e la provenienza degli idrocarburi, scaricati a poco più di sei miglia nautiche dalla costa da qualche bastimento di passaggio.

IL PRECEDENTE - Un po’ come era già avvenuto all’inizio dell’anno scorso, quando era stata avvistata una chiazza di 12 chilometri di lunghezza e una nave battente bandiera maltese, in arrivo vuota da Napoli, era stata bloccata a Fos-sur-mer, davanti al dipartimento di Bouches-du-Rhône, nel sud della Francia. Nonostante la grande inquietudine della guardia costiera e degli ambientalisti, la densità della gigantesca chiazza la renderebbe meno inquinante di quanto temuto inizialmente.

CHIAZZA MONITORATA - Da una prima analisi, soltanto il 10 o 15% del materiale fuoriuscito sarebbe davvero inquinante, mentre il resto sarebbe in via di diluizione, almeno secondo quanto comunicato da Yann Bizien, portavoce della Préfecture Maritime di Tolone. Ma la vastità della macchia non permette di trascurarne le conseguenze. I suoi spostamenti, al momento verso nord ovest, in base alle correnti, vengono monitorati con grande apprensione.

fonte: Corriere della Sera

lunedì 2 settembre 2013

Grecia: in vendita cibi scaduti

Nuova misura anti-crisi. Proteste consumatori, offende dignità

Il dramma della crisi in Grecia sembra non avere fine. Da domani nel Paese entra in vigore un nuovo provvedimento anti-crisi: cibi scaduti in vendita nei supermercati per un periodo limitato e a prezzi più bassi. Le confezioni di questi alimenti dovranno essere sistemati su scaffali appositi. Divieto, invece, di vendere cibi scaduti per ristoranti e bar. Immediata la reazione dell'Associazione dei Consumatori che ha definito il provvedimento un'offesa alla dignità del popolo greco.

Peacelink: nella Taranto industriale, un abitante ogni 18 ha il cancro!

PeaceLink accede ai dati degli ammalati di Taranto

PeaceLink e' entrata in possesso dei dati attuali degli ammalati della citta' Taranto: sono 8916. Tante risultano le persone che hanno l'esenzione dal ticket per malattie tumorali, ossia il "codice 048".
Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all'area industriale (quartiere Tamburi, Paolo VI, Citta' Vecchia e parte del Borgo), c'e' un malato di cancro ogni 18 abitanti.
Per la precisione 4328 malati su 78mila abitanti.

Questo significa che se venti persone si riuniscono in una stanza nel quartiere Tamburi almeno una ha un tumore.

Nei restanti quartieri, quelli più lontani dalle industrie, c'e' un malato di cancro ogni 26. Infatti nel distretto sanitario 4 che comprende il resto della citta' vi sono 4588 malati di tumore su 120mila abitanti.
Questa e' situazione attuale.

Ovviamente tali dati non possono calcolare tutti coloro che potrebbero avere un tumore latente o non diagnosticato.

Il sindaco di Taranto - che e' un medico - avrebbe potuto compiere questa ricerca. Perche' non lo ha fatto?

Facciamo appello all'ordine dei medici perche' venga compiuto un opportuno approfondimento su questi dati in modo da individuate le categorie di persone più esposte.

E' venuto i momento di avere dati istantanei su tutte le malattie gravi, le diagnosi e i ricoveri.
Disporre di un dato istantaneo e conoscerne la sua evoluzione temporale e' un primo passo per compiere ulteriori indagini più affinate da un punto di vista epidemiologico.

Avere un situazione aggiornata e' possibile con i sistemi informatici in rete.

Occorre in particolare conoscere il dato aggiornato della mortalita' quartiere per quartiere, in modo che la magistratura possa intervenire li' dove le autorita' politico-amministrative non lo facessero.

Purtroppo invece conosciamo solo dati vecchi di anni e i politici di governo ripetono come un mantra che la situazione sta migliorando.

Se avessimo dati istantanei non si potrebbe più ignorare il dolore che la citta' vive.

fonte: Peacelink.it

Terremoto in Calabria MI 4.2

Un terremoto di magnitudo 4.2 è stato registrato alle 03:14:14 (ora italiana) sulla costa calabra occidentale. L'INGV segnala l'epicentro alle coordinate 39.513°C, 15.405°E, ad oltre 45 km dalla costa. L'ipocentro a circa 326 km di profondità. Nessun danno segnalato a persone o cose.

domenica 1 settembre 2013

Nel 2014 l'acqua radioattiva di Fukushima raggiungerà le coste della California

In tre anni dal disastro conseguente allo tsunami attraverserà il Pacifico grazie alla corrente Kuroshio

Tra un anno l'acqua radioattiva uscita nel marzo 2011 dalla centrale atomica giapponese di Fukushima, danneggiata dallo tsunami, raggiungerà le coste della California. Ma non ci saranno pericoli in quanto il tasso di radioattività, diluita dalle acque del Pacifico in tre anni di traversata, sarà inferiore ai limiti ammessi. «Già dopo la fuoriuscita in mare, la concentrazione era calata al di sotto dei limiti ammessi dall'Organizzazione mondiale della sanità», ha ricordato Erik van Sebille, del Centro di ricerche sul cambiamento climatico dell'Università del Nuovo Galles del Sud.
CORRENTE KUROSHIO - Sono i dati contenuti in un accurato studio sulle correnti marine che viaggiano da ovest a est nel Pacifico e che, oltre a trasportare i detriti dello tsunami che già sono arrivati sulle coste canadesi e statunitensi, adesso portano anche la radioattività (in particolare il cesio-137). Per la precisione i ricercatori australiani, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista specializzata Deep Sea Research Part I: Oceanographic Research Papers, parlano di tre anni tra le emissioni in mare e l'arrivo delle prime acque radioattive in California: quindi dal 2011 al 2014 per attraversare tutto il Pacifico da ovest a est grazie alla corrente Kuroshio e alla sua estensione, che è un po' il corrispondente pacifico della corrente del Golfo atlantica.

FUKUSHIMA - Lo studio, che fornisce un modello della diffusione dell'acqua radioattiva nel Pacifico per un periodo di dieci anni, unita anche alla sua distribuzione verticale nella colonna d'acqua, arriva a pochi giorni dalla nuova fuoriuscita di acqua contaminata dalla centrale di Fukushima. Quest'ultimo incidente, il più grave dal disastro del marzo 2011, è stato classificato di livello 3 su una scala che va da 0 a 7.

fonte: Corriere della Sera