giovedì 11 aprile 2013
Terremoto 5.5 in Honduras
Tegucigalpa - Un terremoto ha fatto tremare ieri sera la capitale
dell’Honduras Tegucigalpa anche se al momento non vengono riportati danni.
Secondo il U.S. Geological survey la scossa di magnitudo 5.5 sarebbe stata
registrata a 160 chilometri dalla Capitale.
mercoledì 10 aprile 2013
Terremoto 6.1 in Iran; devastate 6 città. Decine i morti.
Un terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito l'Iran meridionale nella zona dove sorge l'unica centrale atomica iraniana causando decine di vittime e centinaia di feriti secondo un bilancio ufficioso che si teme possa aggravarsi. La centrale nucleare di Bushehr, stando a dichiarazioni delle autorità iraniane avallate dall'agenzia atomica internazionale Aiea, non ha subito danni.
Il sisma si è scatenato alle 16:22 locali, le 13:52 in Italia, di ieri 9 aprile, con epicentro nei pressi di Kaki, una cittadina nella provincia di Bushehr, e una forza tale da essere avvertito anche sull'altra sponda del Golfo Persico, tra l'altro in Arabia Saudita, Dubai e Qatar. Il bilancio provvisorio è di almeno 40 morti e oltre 850 feriti ed è stato fornito dall'agenzia Irna citando fonti ufficiose. Il governatorato provinciale ha precisato che sono andate distrutte completamente 700 "case" e altre 30 hanno subito danni fino al 70%. Sulla base di precedenti informazioni, un elevato numero di vittime è stato segnalato nei villaggi di Shanbé, Sanà e Baghan distrutti al 50% secondo la Protezione civile iraniana che ha stimato in 650 i feriti nella sola città di Khormuj, dove in serata la direzione dell'ospedale Zeinabie ha annunciato di avere 37 morti solo nel suo nosocomio.
E' stato però evitato il disastro atomico dato che la centrale di Bushehr, costruita dalla Russia e in via di affidamento all'Iran - come annunciato proprio oggi - entro la fine di aprile, non ha subito danni né vi è stata perdita di radioattività: lo hanno sostenuto autorità iraniane come il governatorato provinciale e il capo esecutivo del progetto, Mahmud Jafari. In dichiarazioni all'Irna, Jafari ha sottolineato la distanza (tra i 150 e i 160 km) dell'epicentro del sisma. L'Aiea, da Vienna, ha preso nota delle assicurazioni e ha annunciato di non aver bisogno di altre informazioni vista la magnitudo e altri parametri del terremoto.
Il sisma si è scatenato alle 16:22 locali, le 13:52 in Italia, di ieri 9 aprile, con epicentro nei pressi di Kaki, una cittadina nella provincia di Bushehr, e una forza tale da essere avvertito anche sull'altra sponda del Golfo Persico, tra l'altro in Arabia Saudita, Dubai e Qatar. Il bilancio provvisorio è di almeno 40 morti e oltre 850 feriti ed è stato fornito dall'agenzia Irna citando fonti ufficiose. Il governatorato provinciale ha precisato che sono andate distrutte completamente 700 "case" e altre 30 hanno subito danni fino al 70%. Sulla base di precedenti informazioni, un elevato numero di vittime è stato segnalato nei villaggi di Shanbé, Sanà e Baghan distrutti al 50% secondo la Protezione civile iraniana che ha stimato in 650 i feriti nella sola città di Khormuj, dove in serata la direzione dell'ospedale Zeinabie ha annunciato di avere 37 morti solo nel suo nosocomio.
E' stato però evitato il disastro atomico dato che la centrale di Bushehr, costruita dalla Russia e in via di affidamento all'Iran - come annunciato proprio oggi - entro la fine di aprile, non ha subito danni né vi è stata perdita di radioattività: lo hanno sostenuto autorità iraniane come il governatorato provinciale e il capo esecutivo del progetto, Mahmud Jafari. In dichiarazioni all'Irna, Jafari ha sottolineato la distanza (tra i 150 e i 160 km) dell'epicentro del sisma. L'Aiea, da Vienna, ha preso nota delle assicurazioni e ha annunciato di non aver bisogno di altre informazioni vista la magnitudo e altri parametri del terremoto.
lunedì 8 aprile 2013
Terremoto di 3.3 in provincia di Cuneo
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 5.13 di ieri 7 aprile, sulle alpi Marittime piemontesi, in provincia di Cuneo: secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 10 chilometri di profondità ed epicentro in prossimità delle località di Bernezzo, Borgo San Dalmazzo, Entracque, Gaiola, Moiola, Rittana, Roaschia, Robilante, Roccasparvera, Roccavione, Valdieri, Valloriate e Vignolo, a poca distanza dal confine con la Liguria.
La Protezione Civile ha confermato che, dalle verifiche effettuate non risultano al momento danni a persone o cose, ma che il sisma è stato «chiaramente avvertito» dalla popolazione delle località prossime all’epicentro.
La Protezione Civile ha confermato che, dalle verifiche effettuate non risultano al momento danni a persone o cose, ma che il sisma è stato «chiaramente avvertito» dalla popolazione delle località prossime all’epicentro.
sabato 6 aprile 2013
Frane a Quiliano e Sanremo
Genova - Due smottamenti franosi si sono verificati nella notte di ieri (4-5 aprile) a causa delle forti piogge cadute in questi giorni su tutta la Liguria.
Una frana ha interessato la strada comunale per Roviasca nel territorio comunale di Quiliano, in provincia di Savona: sull’asfalto sono cadute una decina di pietre poi rimosse dall’intervento dei vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune; poco distante, due settimane fa un altro smottamento più grave aveva fatto crollare il terrapieno sotto la carreggiata, interrompendo anche la condotta fognaria.
Più a ponente, una frana ha interessato anche la strada San Lorenzo a Sanremo, con una delle due corsie invase dai massi: dopo il sopralluogo dei pompieri, sul posto è arrivata una ditta specializzata, che ha ripulito la strada rimuovendo i detriti.
Una frana ha interessato la strada comunale per Roviasca nel territorio comunale di Quiliano, in provincia di Savona: sull’asfalto sono cadute una decina di pietre poi rimosse dall’intervento dei vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune; poco distante, due settimane fa un altro smottamento più grave aveva fatto crollare il terrapieno sotto la carreggiata, interrompendo anche la condotta fognaria.
Più a ponente, una frana ha interessato anche la strada San Lorenzo a Sanremo, con una delle due corsie invase dai massi: dopo il sopralluogo dei pompieri, sul posto è arrivata una ditta specializzata, che ha ripulito la strada rimuovendo i detriti.
venerdì 5 aprile 2013
Domenica 7 aprile, bonifica dell'ordigno bellico nel Porto di Genova
| Porto di Genova - Calata Bettolo |
La bonifica sarà effettuata domenica quando un’intera area portuale del capoluogo ligure (Calata Bettolo) sarà sgomberata e isolata. Lo ha comunicato la Prefettura precisando che la bomba, del peso di 500 libbre (200 kg circa), è armata di due spolette e la sua messa in sicurezza necessita di “operazioni di despolettamento e combustione”.
Le operazioni sono state affidate al 32/mo Reggimento Genio Guastatori di Torino e si svolgeranno a partire dalle 9.
Per la bonifica la Prefettura ha preso alcune misure (pdf ) tra cui lo sgombero entro le 8.30 di tutto il personale civile e non nell’area della cosiddetta “danger zone”, con un raggio minimo di 300 metri dal luogo in cui è stato trovato l’ordigno.
Altri ritrovamenti di residuati bellici sono avvenuti anche lo scorso anno nell’area del porto di Genova.
lunedì 1 aprile 2013
Mauritius, dieci morti nelle inondazioni
ANSA
La Farnesina: nessun italiano coinvolto
Dieci persone sono morte nelle inondazioni causate dalle piogge torrenziali di ieri a Port-Louis, capitale delle Mauritius. Lo riferiscono fonti di polizia locale. I corpi di sei vittime sono stati ritrovati in un tunnel pedonale nel centro di Port-Louis, un altro e' stato rinvenuto in un giardino e altri due in un parcheggio sotterraneo. Infine, un'altra persona e' deceduta per un attacco di cuore durante l'inondazione.
Non risultano italiani coinvolti, riferiscono fonti della Farnesina interpellate sulla situazione nell'arcipelago, meta di molti turisti durante le feste pasquali. Secondo quanto riferito dal console onorario d'Italia - sottolineano le stesse fonti - le inondazioni hanno colpito prevalentemente la capitale, senza provocare problemi nelle zone turistiche, e al momento non ci sono coinvolgimenti di connazionali.
La Farnesina: nessun italiano coinvolto
Dieci persone sono morte nelle inondazioni causate dalle piogge torrenziali di ieri a Port-Louis, capitale delle Mauritius. Lo riferiscono fonti di polizia locale. I corpi di sei vittime sono stati ritrovati in un tunnel pedonale nel centro di Port-Louis, un altro e' stato rinvenuto in un giardino e altri due in un parcheggio sotterraneo. Infine, un'altra persona e' deceduta per un attacco di cuore durante l'inondazione.
Non risultano italiani coinvolti, riferiscono fonti della Farnesina interpellate sulla situazione nell'arcipelago, meta di molti turisti durante le feste pasquali. Secondo quanto riferito dal console onorario d'Italia - sottolineano le stesse fonti - le inondazioni hanno colpito prevalentemente la capitale, senza provocare problemi nelle zone turistiche, e al momento non ci sono coinvolgimenti di connazionali.
Valanghe in Piemonte, un morto e un ferito grave
ANSA
Paura in Val di Fassa, sciatori bloccati su seggiovia per oltre un'ora
TORINO - Due sci-alpinisti, di cui uno e' morto, sono stati travolti da due valanghe in Piemonte. A Baceno (Verbania), a Devero Passo della Rossa, la prima valanga ha coinvolto uno sciatore che e' riuscito a uscire dalla neve, e che e' stato portato dall'elisoccorso svizzero all'ospedale di Berna dove e' gravissimo. E' invece morto sotto la valanga lo sciatore trovato dalle unita' cinofile del Soccorso Alpino a Formazza (Verbania), a 1.700 metri di quota. Stava sciando con tre amici.
Lo scialpinista morto in Val Formazza, in Val d'Ossola, si chiamava Gilberto Bazzoli, aveva 26 anni ed era di Trento, come gli altri due amici con i quali era andato oggi a sciare e che, pur travolti dalla valanga sono riusciti a uscirne salvandosi. Questi hanno 26 e 36 anni. Hanno chiamato loro i soccorsi, che hanno dovuto raggiungere la montagna a piedi e non in elicottero a causa del forte vento. Sono ancora sconosciute, invece, le generalita' dello sci alpinista rimasto ferito sotto l'altra valanga a Devero, tuttora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Berna.
PAURA PER SCIATORI BLOCCATI SU SEGGIOVIA IN VAL DI FASSA - Attimi di paura per venti sciatori in Val di Fassa, in Trentino, che nel centro sciistico Belvedere a Canazei, sono rimasti bloccati su una seggiovia per un guasto tecnico. Grazie all'intervento di recupero, durato 90 minuti, tutte le persone coinvolte sono state tratti in salvo. Forse per l'abbondante nevicata ha ceduto una tettoia di protezione della stazione a valle dell'impianto della seggiovia quadriposto, adagiandosi sulla fune portante. Sono intervenuti il soccorso alpino della Val di Fassa, l'Aiut Alpin Dolomites e il Soccorso piste della Polizia.
Paura in Val di Fassa, sciatori bloccati su seggiovia per oltre un'ora
TORINO - Due sci-alpinisti, di cui uno e' morto, sono stati travolti da due valanghe in Piemonte. A Baceno (Verbania), a Devero Passo della Rossa, la prima valanga ha coinvolto uno sciatore che e' riuscito a uscire dalla neve, e che e' stato portato dall'elisoccorso svizzero all'ospedale di Berna dove e' gravissimo. E' invece morto sotto la valanga lo sciatore trovato dalle unita' cinofile del Soccorso Alpino a Formazza (Verbania), a 1.700 metri di quota. Stava sciando con tre amici.
Lo scialpinista morto in Val Formazza, in Val d'Ossola, si chiamava Gilberto Bazzoli, aveva 26 anni ed era di Trento, come gli altri due amici con i quali era andato oggi a sciare e che, pur travolti dalla valanga sono riusciti a uscirne salvandosi. Questi hanno 26 e 36 anni. Hanno chiamato loro i soccorsi, che hanno dovuto raggiungere la montagna a piedi e non in elicottero a causa del forte vento. Sono ancora sconosciute, invece, le generalita' dello sci alpinista rimasto ferito sotto l'altra valanga a Devero, tuttora ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Berna.
PAURA PER SCIATORI BLOCCATI SU SEGGIOVIA IN VAL DI FASSA - Attimi di paura per venti sciatori in Val di Fassa, in Trentino, che nel centro sciistico Belvedere a Canazei, sono rimasti bloccati su una seggiovia per un guasto tecnico. Grazie all'intervento di recupero, durato 90 minuti, tutte le persone coinvolte sono state tratti in salvo. Forse per l'abbondante nevicata ha ceduto una tettoia di protezione della stazione a valle dell'impianto della seggiovia quadriposto, adagiandosi sulla fune portante. Sono intervenuti il soccorso alpino della Val di Fassa, l'Aiut Alpin Dolomites e il Soccorso piste della Polizia.
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